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martedì 5 maggio 2026

5 secondi e altri film italiani in Francia

 Oggi esce in Francia Cinque secondi, di Paolo Virzì, un film bellissimo. Ho avuto la fortuna di vederlo in anteprima qui a Parigi, grazie all'accredito di Dolcevita sur Seine, che promuove eventi cinematografici legati al gemellaggio tra Parigi e Roma e che desidero ringraziare pubblicamente. L'anteprima mi ha anche offerto l'occasione di ammirare dal vivo una delle mie attrici preferite: Valeria Bruni Tedeschi. Era raggiante e ha presentato il suo personaggio dicendo "Il mio personaggio fa la corte a Valerio Mastrandrea che non la considera minimamente, il che non è poi così lontano dalla realtà". La sua ironia e la sua leggerezza interpretativa si adattano perfettamente a questo film, in equilibrio sull’orlo dell’abisso.

Adriano è un uomo che vive isolato in una villa toscana, schiacciato dal peso di una tragedia personale e da un profondo senso di colpa. La sua solitudine viene sconvolta dall’arrivo di un gruppo di giovani idealisti determinati a ridare vita ai vigneti abbandonati della zona.

Valerio Mastandrea interpreta con grande intensità questo personaggio ferito. Attraverso la sua evoluzione lo spettatore scopre che il terribile segreto che lo tormenta riguarda, in fondo, ogni essere umano che si confronta con la morte e con la sofferenza delle persone amate.

Il finale lascia intravedere uno spiraglio di speranza, anche se il mondo raccontato da Virzì è caratterizzato dall’abnegazione e dal senso di responsabilità.

Quest’anno ho avuto la fortuna di assistere a tre proiezioni speciali di film italiani, e tutti e tre offrono uno sguardo particolare sulla paternità (biologica o “di fatto”), segno forse che la società contemporanea sente il bisogno di interrogarsi su questo ruolo. Inoltre, ciascun film mette in primo piano almeno un attore o un’attrice che rientra tra i miei preferiti di sempre — dettaglio tutt’altro che secondario per me!

Oltre a 5 secondi ho visto anche in anteprima La Grazia di Paolo Sorrentino, un film che ripropone alcune delle atmosfere e della fotografia del miglior Sorrentino, aggiungendo però una dimensione politica. Con Sorrentino, naturalmente, la politica diventa subito esistenziale — direi quasi cosmica.

Il protagonista, Mariano De Santis, presidente della Repubblica italiana nel film, vive gli ultimi mesi del suo mandato. Deve affrontare decisioni estremamente delicate: la legalizzazione di una forma di eutanasia e due richieste di grazia. Parallelamente, il rapporto con la figlia — che è anche una sua stretta collaboratrice — permette allo spettatore di seguire da vicino i suoi dubbi, le sue riflessioni morali e l’evoluzione del suo pensiero.

Toni Servillo offre una performance delicata, attraversata da lampi di ironia, perfettamente in sintonia con lo stile poetico di Sorrentino. La Grazia diventa così una meditazione sulla “grazia”, appunto, in tutte le sue sfumature: dalla grazia divina a quella politica, dall’umanità necessaria per legiferare sul fine vita fino all’eleganza leggera di un gesto.

Ho visto anche Il Maestro, diretto da Andrea Di Stefano, che racconta la storia di Felice, una giovane promessa del tennis, spinto dal padre a eccellere. Quando quest’ultimo ingaggia Raul Gatti — ex giocatore disilluso interpretato da Pierfrancesco Favino — per accompagnare il ragazzo ai suoi primi campionati nazionali e aiutarlo a fare il salto di qualità, nasce una relazione inattesa tra maestro e allievo.

Questo legame trasforma non solo il modo di giocare di Felice, ma anche il suo modo di vivere, e permette allo spettatore di scoprire le sfumature della personalità complessa del suo mentore. Tappa dopo tappa, questo road movie diventa anche un viaggio nel tempo che farà la gioia degli amanti dell’atmosfera degli anni ’80.

Favino, durante l’anteprima parigina, ha ricordato quanto abbiamo bisogno di personaggi maschili complessi. Ha anche sottolineato che ogni essere umano può vivere l’intera gamma delle emozioni e delle esperienze degli altri. Sarebbe difficile rendere in poche parole l’atmosfera della serata, ma gli interventi degli ospiti sono stati particolarmente profondi e stimolanti.

 Viva l'Italia al cinema e buona visione!

 

sabato 15 novembre 2025

Stragi e Versailles

 Il 13 novembre 2015, Parigi e Saint-Denis furono colpite da una serie di attacchi terroristici coordinati rivendicati dallo Stato Islamico (ISIS).

Tre attentati ebbero luogo quasi contemporaneamente. Nei pressi dello Stade de France di Saint-Denis, tre attentatori suicidi fecero esplodere i loro ordigni. All'interno, il presidente François Hollande stava assistendo a una partita di calcio Francia-Germania.

Contemporaneamente, uomini armati aprirono il fuoco su diversi caffè e ristoranti molto frequentati (Le Carillon, Le Petit Cambodge, La Belle Équipe e altri) situati nel X e XI arrondissement. Infine, ci fu un assalto al Bataclan con presa di ostaggi che portò a un massacro. Il bilancio totale fu di 130 morti e diverse centinaia di feriti.

Ogni anno, intorno al 13 novembre, si svolgono diverse forme di commemorazione. Place de la République è stata da subito un centro di aggregazione spontaneo, e anche quest'anno c'è stata per alcuni giorni (fino a oggi) la possibilità di deporre un fiore o di raccogliersi a commemorare le vittime. 

Ho apprezzato molto un lungometraggio attualmente nelle sale parigine che sfiora la questione rendendola fruibile da un pubblico di bambini, Si tratta di un cartone animato sulle vicende di una bambina che si trova a vivere al castello di Versailles con lo zio perchè è improvvisamente rimasta orfana di entambi i genitori a causa di una di queste stragi. I registi Clémence Madeleine-Perdrillat e Nathaniel H'limi affrontano con delicatezza un tema scabroso e mai digerito.

domenica 15 giugno 2025

Mille et une vies

L'Espace Monte-Cristo è uno spazio artistico unico dedicato alla scultura contemporanea. Fa parte della Fondazione Villa Datris che promuove la scultura in tutte le sue forme. Le mostre che ospita, sempre gratuite, mettono spesso in risalto il rapporto tra corpo e materia e i materiali alternativi.

Nel cuore del ventesimo arrondissement, questo spazio permette una circolazione fluida, con zone immersive. È un luogo che amo molto, quindi ne parlo di nuovo, approfittando della nuova mostra "Mille et une vies", visitabile fino al 14 dicembre 2025.

Questa mostra esplora le diverse sfaccettature dell'identità – corporea, sociale, biologica – ma soprattutto ibrida e "altra". È organizzata in modo accogliente e svela i legami tra scultura e intimità, vulnerabilità, corpo, emozioni e sensazioni, nonché le relazioni. Si interroga sul modo in cui la scultura può trasmettere impressioni sensoriali, tattili e affettive. 

Numerose attività per bambini e adulti permettono ai visitatori di adottare le prospettive di numerosi artisti. Per me, che sto preparando una tesi di dottorato sulla costruzione dell'identità, questa mostra è una fonte inesauribile di ispirazione, ma la sua poesia e il suo carattere giocoso sono adatti a ogni tipo di pubblico.

mercoledì 5 marzo 2025

Il Grand Rex

Il Grand Rex è un iconico cinema che si trova nel cuore di Parigi, sui Grands Boulevards. Inaugurato nel 1932, il Grand Rex è un capolavoro di architettura Art Déco, noto per la sua maestosa facciata e la sua enorme sala con lo schermo cinematografico più grande d'Europa. Il soffitto stellato e l'arredamento di un lusso retrò lo rendono un luogo unico e magico.

Classificato come monumento storico, il Grand Rex non si limita alle proiezioni: ospita anche diversi tipi di eventi tra cui uno spettacolo che combina un film natalizio con effetti speciali spettacolari dal vivo. È anche possibile scegliere tra diversi tour interattivi dietro le quinte del cinema che permettono di scoprire tutti i segreti della settima arte.

Nelle foto si vede un modellino della sala principale del Grand Rex che ho fotografato appunto durante una visita dietro le quinte e il gatto con gli stivali che mi ha sfidato durante il percorso. Una visita istruttiva e divertente, adatta a tutti.