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venerdì 16 ottobre 2026

Manif: che cosa sta succedendo a Parigi?

 Ieri, 16 ottobre, ho lasciato Parigi. La data era stata stabilita da tempo e le ultime settimane, passate a confrontarmi con la farraginosa burocrazia accademica e con le incombenze legate a un trasloco internazionale da un appartamento in cui avevamo vissuto in quattro ma che ho svuotato da sola, mi hanno portato a dedicare il pochissimo tempo libero a rivedere le persone che ho frequentato in questi quattro anni parigini. Ho vissuto quindi una rara intensità, tra le complessità burocratiche e le emozioni del distacco. Tuttavia, la cosa che più rimpiango in questo momento è non poter partecipare alle manifestazioni di oggi, di cui ora evocherò la storia, che mi pare poco conosciuta in Italia.

È una storia cominciata oltremare. Il 31 agosto, al lycée du Nord di Acoua (Mayotte -Oceano Indiano) il personale scolastico e i genitori hanno scioperato contro le condizioni in cui i ragazzi erano costretti a studiare e a frequentare la scuola. Una settimana dopo, a Cayenne, in Guyana francese, gli studenti hanno manifestato per le condizioni delle aule, dei bagni e della mensa. Mayotte e la Guyana sono rispettivamente DROM e CTG. Senza entrare nei dettagli, bisogna sapere che entrambe sono parte costitutiva della Repubblica Francese. Il 17 settembre, le manifestazioni hanno raggiunto la Francia “esagonale”, con uno sciopero degli insegnanti per i posti lasciati vacanti e la mancanza di fondi supportato poi anche dagli studenti del lycée Saint-Exupéry di Créteil. 

Da Créteil, che è in periferia di Parigi, gli scioperi hanno coinvolto rapidamente tutta la Francia. Voglio sottolineare che le rivendicazioni degli studenti riguardano i posti degli insegnanti lasciati vacanti, le classi pollaio (la Francia ha le classi più numerose d’Europa), la fatiscenza degli edifici scolastici (bagni non funzionanti, scarafaggi in classe, addirittura, in qualche caso, mancanza di sedie per tutti), e ovviamente disuguaglianze tra le diverse scuole. Più che di diritto allo studio, si tratta quindi di diritti umani: questi studenti, dalle periferie amministrative e fisiche chiedono di poter studiare in condizioni dignitose. Si sono aggiunte a queste anche altre rivendicazioni, riguardanti ad esempio Parcoursup, un sistema informatizzato che assegna ogni studente a una facoltà e che ha mostrato negli anni diverse criticità e inefficienze. 

Queste manifestazioni sono state represse dal governo con una violenza inaudita. Al 13 ottobre alle 17 si parlava di 6773 minorenni posti in stato di fermo dall’inizio delle manifestazioni, e soprattutto la polizia francese ha fatto uso di armi classificate internazionalmente come armi di livello A2, ovvero armi da guerra, per reprimere manifestazioni composte in maggioranza da minorenni. Certo, ci sono stati alcuni episodi di violenza da parte dei manifestanti, ma il grado di violenza è incommensurabile con quello esercitato dalla polizia, tra le cui vittime accertate ci sono:

Eden, 14 anni, Saint-Ouen l’Aumone : fratture della mascella e gravi lesioni dentali causate da un lanciagranate lacrimogene Cougar usato a distanza ravvicinata.

Maël, 16 anni, Tours: perdita dell’uso dell’occhio destro per un proiettile di gomma

16enne di Argenteuil: grave ferita all’occhio

Evan, 15 anni, Lens: perdita della mano sinistra e grave danneggiamento della mano destra, ferite all’addome a causa del lancio di una granata.

Alençon: tentativo di strangolamento di una studentessa da parte delle forze dell’ordine

Belfort: tentativo di annegamento di uno studente ancora anonimo da parte di un poliziotto. Il ministro dell’interno ha confermato un’inchiesta per tentativo di omicidio.

Questi sono i casi che hanno avuto più risonanza ma lo stesso governo ha comunicato il 14 ottobre che ci sono 248 studenti feriti per cause varie. 

Il governo ha ufficialmente aperto trattative coi rappresentanti degli studenti e una consultazione nazionale, annunciando 3000 supplenti (di cui 2000 già assegnati) e lavori edili sugli edifici, ma vista la gravità della situazione, queste misure suonano ridicole, tanto più che una parte dei supplenti è stata mobilitata in modo irrazionale: è stata loro assegnata una sede lontanissima dalla zona di residenza, per materie che non insegnano.

Alla luce di tutto questo, le manifestazioni, che inizialmente riguardavano soltanto le scuole superiori, si sono ampliate in diversi modi:

Come detto, già dal 31 agosto a Mayotte e dal 17 settembre a Créteil, le manifestazioni sono state intergenerazionali: a Mayotte gli adulti hanno manifestato per le condizioni di studio degli adolescenti, e a Créteil gli studenti si sono uniti agli insegnanti e ai genitori. Dagli studenti delle scuole superiori, la protesta si è estesa rapidamente agli studenti universitari. La mia università, la Sorbonne Nouvelle, è alla seconda settimana di chiusura, dopo che il rettorato, due lunedì fa, ha aperto le porte alla polizia, ufficialmente per prevenire danni all’edificio, e la polizia ha brutalizzato studenti e personale.

In generale, le violenze della polizia hanno spinto diversi adulti (professori, genitori, e anche il sindaco di Saint-Denis, una città contigua a Parigi considerata lo stereotipo della periferia depressa e priva di tutto) a frapporsi fisicamente tra polizia e studenti per difenderli. Queste forme di solidarietà si sono sviluppate in particolare dal 6 e dal 7 ottobre, quando il consiglio dell’ordine degli avvocati di Parigi è intervenuto pubblicamente con un comunicato che auspicava la necessità di una proporzionalità anche nella repressione e rimandava al rispetto dei diritti umani, dei minori in particolare. Gli ultras hanno mostrato striscioni solidali negli stadi e il 13 ottobre Greta Thunberg si è recata al liceo Paul Éluard di Saint-Denis per manifestare solidarietà.

Per la manifestazione di oggi i gilet jaunes, un movimento che si era formato nel 2018 per protestare principalmente contro provvedimenti finanziari e fiscali, ha annunciato che si unirà alle proteste. Il governo però ieri sera ha annunciato la chiusura di ben 25 stazioni della metropolitana di Parigi e ha vietato i percorsi delle manifestazioni vicini ai centri di potere. I manifestanti avevano chiesto l’autorizzazione ad avvicinarsi ai centri importanti perché i percorsi usuali delle manifestazioni parigine sono stati studiati negli anni e si prestano a repressioni violente ed efficaci. 

Sui social si moltiplicano i messaggi di avvocati volontari, associazioni per i diritti civili e associazioni culturali che danno tutte le informazioni legali e pratiche per tutelare la propria incolumità fisica e i propri diritti. Inoltre, circolano da giorni inviti a sfidare i divieti del governo e le tecniche repressive e a formare tante micromanifestazioni di migliaia di persone in vari punti di Parigi contemporaneamente, avvicinandosi in ogni caso alle sedi del governo. la notte scorsa è stato hackerato il sito dei repubblicani, con inviti a partecipare alla manifestazione di oggi

Insomma, il clima è da guerra civile, ma la mia storia familiare e anche la tesi di dottorato che sto per sostenere mi portano ad essere ancora a Parigi con la mente e col cuore. Aspetto di vedere che cosa succederà oggi prima di spiegare più precisamente, in un altro post, le connessioni tra questi fatti di attualità e le mie ricerche di tesi.

Photo credits: Le Parisien e Reporterre





domenica 15 marzo 2026

Ho votato!

 Oggi ho votato per la prima volta in Francia. Che emozione!

Sono andata alla scuola dei miei figli, mi sono presentata al seggio elettorale con un documento d'identità e mi sono avvicinata al tavolo dove sedevano gli addetti. Una scrutatrice ha cercato il mio nome nell'elenco elettorale e... non l'ha trovato. Dato che non avevo ricevuto la tessera elettorale, ho avuto un momento di sconforto. Invece, dopo aver chiamato il municipio del mio arrondissement, mi hanno confermato che ero effettivamente nell'elenco degli elettori che avevano appena acquisito il diritto di voto. Come mi avevano spiegato in precedenza, la tessera elettorale non è strettamente necessaria per votare. 


Una volta verificata la mia identità, mi hanno dato una busta vuota. Tutto qui. Abituata all'Italia, mi sono trovata spiazzata. Avevo letto attentamente le istruzioni di voto in Francia, ma mi ero concentrata sul fatto che avrei dovuto votare due volte di seguito nello stesso seggio. Solo in quel momento ho capito che dovevo prendere diverse schede dal tavolo accanto a me, ciascuna corrispondeva a un candidato. Una volta in cabina, bisognava inserire nella busta la scheda del candidato prescelto come sindaco del mio arrondissement.

Uscita dalla cabina, sono andata all'urna. Trasparente. Un'altra novità, per me. Una scrutatrice ha controllato nuovamente il mio documento, e io ho inserito la busta nell'urna. Il presidente di seggio ha chiamato il mio nome e ha detto: "Ha votato". Dopodiché, ho firmato il registro elettorale accanto al mio nome per confermare di aver effettivamente votato. La scrutatrice mi ha restituito il documento d'identità, e ho ripetuto tutti i passaggi (identificazione, busta vuota,  schede, cabina, voto) per le elezioni del Consiglio comunale di Parigi.

I candidati hanno profili simili a quelli italiani. Alcuni sono davvero impresentabili, altri chiaramente interessati al potere personale più che al servizio pubblico... Però per me operare una scelta sulle polititche del posto in cui vivo resta fondamentale. E un diritto acquisito di recente come il voto per le donne deve essere costantemente consilidato. Domenica prossima, mi aspetta il secondo turno.


martedì 8 luglio 2025

Tous Léger!


Sono gli ultimi giorni per vedere una bella mostra parigina: Tous Léger, fino al 20 luglio 2025 al Musée du Luxembourg (19 rue de Vaugirard), visitabile ogni giorno dalle 10,30 alle 19,00, notturna il lunedì.
Quasi 100 opere instaurano un dialogo tra Fernand Léger, figura di spicco dell'avanguardia del XX secolo, e gli artisti del Nouveau Réalisme (come Niki de Saint Phalle, Yves Klein, Arman, Martial Raysse e César), oltre a figure della Pop Art americana (Roy Lichtenstein, Keith Haring).
I temi trattati includono il riuso degli oggetti, la rappresentazione del corpo e del tempo libero, e l'arte negli spazi pubblici.
È una mostra piuttosto giocosa con una scenografia immersiva: lo spazio è molto colorato, perfetto per gli amanti della Pop Art come me (e i miei figli!). Tra l'altro l'ingresso è sempre gratuito per i minori di 16 anni e, previa prenotazione on line, anche per i minori di 26 anni.
Sono disponibili visite guidate, anche in inglese, e visite tematiche. Quando l'ho visitata, era molto affollata. Se ne avete l'opportunità, vi consiglio di approfittare delle aperture serali del lunedì: pare che sia più tranquilla.

sabato 7 giugno 2025

Notte bianca dei musei


La Notte Bianca 2025 si tiene questo sabato 7 giugno a Parigi, trasformando la città in un immenso museo a cielo aperto dalle 19:00 a mezzanotte. Il festival, che si estende in tutta la regione dell'Île-de-France, quest'anno celebra in particolare il cinema. Proiezioni, installazioni e performance ispirate al cinema saranno proposte in diversi luoghi iconici della capitale, offrendo ai visitatori un'esperienza immersiva e poetica.

Molti musei parigini partecipano all'evento con aperture notturne gratuite ed eventi speciali. Il Museo Picasso è aperto dalle 18:00 a mezzanotte, con ultimo ingresso alle 23:30, senza prenotazione fino ad esaurimento posti. Il Grand Palais presenta un'installazione immersiva dell'artista Ernesto Neto, gratuita fino alle 2:00 (sarà visibile comunque fino a settembre). Il 59 Rivoli aprirà i suoi studi per una serata di arte collaborativa, con performance continue.

Sono previste anche attività per le famiglie. In particolare, la chiesa di Saint-Eustache presenta "Tracé tressé", uno spettacolo che unisce danza e creazione sonora improvvisata con l'organo.

Io vado alla Fondation Groupe EDF per visitare una mostra sul futuro (Ce que l'horizon nous promet) e trascorrere una piacevole serata in famiglia.

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domenica 2 marzo 2025

Le musée de la magie

Oggi consiglio un museo molto adatto ai bambini. Il musée de la magie è un luogo unico dedicato al mondo dell'illusione e della prestidigitazione che si trova nel Marais, in un antico edificio adatto a ricreare l'atmosfera sofisticata tipica di questo universo.
Troverete una vasta collezione di oggetti legati alla magia, che spazia dagli accessori utilizzati da famosi maghi e prestigiatori agli oggetti che hanno fatto la storia dei loro spettacoli. 
Nel museo sono esposti anche automi e meccanismi artigianali, particolarmente affascinanti per il pubblico di tutte le età. È un peccato che le didascalie non li mettano in una prospettiva storica, perché gli automi sono la parte del museo che ho apprezzato di più.
Il museo offre regolarmente uno spettacolo di magia e propone varie attività. I giorni di apertura sono dal martedì alla domenica ma consiglio di consultare il sito ufficiale per orari precisi e chiusure eccezionali. Come in quasi tutti i musei parigini è consigliabile prenotare.

mercoledì 12 febbraio 2025

Filo rosso

La mostra più emozionante che ho visto in questo periodo è The Soul Trembles di Chiharu Shiota. Le installazioni non sono la mia forma d'arte preferita, ma in questo caso mi sono lasciata avvolgere dagli spazi reinventati poeticamente da questa artista giapponese.

"Infilata" in un'opera di Shiota

Shiota utilizza materiali semplici per creare ambienti complessi, spesso ispirati alle sue esperienze personali. Temi come il sangue, il corpo, l'aborto, la morte, la memoria, l'identità,  evocano emozioni profonde e stimolano un dialogo esistenziale. Le citazioni scelte per accompagnare le opere le illuminano senza snaturarle. Le installazioni che risultano da questa sinergia sono immersive e poetiche. I fili di lana o di nylon ritornano spesso, e rappresentano le relazioni umane.

La mostra al Grand Palais ha affascinato molti visitatori, soprattutto grazie a qualche opera spettacolare, che trasforma lo spazio in un universo intimo e vasto al tempo stesso. I visitatori della mostra potranno immergersi in creazioni che giocano con la luce e lo spazio, rendendo ogni opera unica. L'arte di Shiota è un invito a esplorare a riflettere sui legami che ci uniscono.

Per maggiori informazioni, cliccate qui

sabato 8 febbraio 2025

Anno lunare


Un'immagine dalla tradizionale
parata del 13° del 2023
Parigi non è soltanto baguette, maglia marinière e torre Eiffel, anzi: è soprattutto una metropoli diversificata che ha saputo fare delle diversità la propria forza. E così, quando si verifica un evento importante per una o più delle comunità che popolano Parigi, la risposta culturale è massiccia e variegata.

Il 29 gennaio è iniziato il nuovo anno lunare, festeggiato intensamente da diverse comunità asiatiche. Anche qui a Parigi i festeggiamenti si prolungano e continuano fino a questo weekend. Personalmente, quest'anno ho scelto di festeggiare al municipio del 13° arrondissement (il cosiddetto "quartiere cinese"), che sabato scorso ha ospitato una kermesse dedicata a moda, danze, arti marziali e cibo tipicamente Han. È stato uno spettacolo più nazional-popolare che glamour, che mi ha permesso di cogliere aspetti della cultura cinese in modalità più difficilmente accessibili dall' Italia.

Sebbene diversi paesi asiatici festeggino il capodanno lunare, la Cina è il più rappresentato qui in Francia dove talvolta per designare questo periodo si usa anche l'espressione "capodanno cinese", tanto più imprecisa quanto nella stessa Cina questa festività è chiamata 春节, tradotto anche come festa di primavera.

Il capodanno lunare viene variamente festeggiato a Parigi con una serie di eventi tra cui una parata sugli Champs Elysées e un mercatino con spettacoli nel quartiere di Belleville, dove convivono diverse comunità asiatiche. Domani è prevista la tradizionale parata per le strade principali del 13° e che ho già avuto modo di apprezzare per la sua multiculturalità. Infatti, vengono rappresentate diverse tradizioni ma, dato che il 13° arrondissement è anche il quartiere di molti antillani, alla parata partecipano anche gruppi di tradizioni caraibiche che si richiamano al carnevale in un delirio festivo.

Se invece vogliamo limitarci alla sola Cina, vi auguro 新 年快乐!Buon anno del serpente di legno!

giovedì 23 gennaio 2025

Itinerario nel 14o arrondissement

Abbiamo già parlato del 14° arrondissement di Parigi, un quartiere ricco di storia, cultura e luoghi emblematici da scoprire. Ecco un itinerario ideale per una giornata di visite turistiche, che unisce arte, natura, storia e vita locale.

Iniziate la giornata alla Tour Montparnasse, uno dei grattacieli più alti di Parigi. Prendete l'ascensore fino all'osservatorio al 56° piano per ammirare una vista panoramica a 360° sulla città, paragonabile a quella della Torre Eiffel, ma con la torre Eiffel in più!

A pochi passi dalla Tour Montparnasse, immergetevi nell'atmosfera artistica dell'inizio del XX secolo, prendendo un caffè in uno dei celebri locali di Montparnasse, come La Coupole, Le Dôme o La Rotonde. Questi caffè erano frequentati da artisti come Picasso, Modigliani e Sartre.

Successivamente, recatevi al cimitero di Montparnasse (3 Bd Edgar Quinet), dove sono sepolti molti personaggi famosi come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett e Baudelaire. È un luogo di calma e meditazione nel cuore della città.

A circa dieci minuti a piedi dal cimitero si trova la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, un museo dedicato all’arte contemporanea, riconoscibile per la sua architettura in vetro e caratterizzata da mostre d’avanguardia. Vi consiglio di andarci subito, perché tra qualche mese questa Fondazione abbandonerà il 261 di Boulevard Raspail per riprendere vita in un altro quartiere.

Quando il clima si farà più caldo, recatevi al Parc Montsouris, uno dei parchi più grandi della capitale, perfetto per una pausa rilassante. Progettato sotto Napoleone III, questo parco in stile inglese è il luogo ideale per una passeggiata o un picnic in riva al lago.

Dopo esservi goduti il ​​parco, dirigetevi verso lea Catacombe di Parigi, una delle attrazioni più affascinanti del 14° arrondissement. Questa vasta rete sotterranea ospita le ossa di oltre sei milioni di parigini, traslate nel corso del XVIII e XIX secolo da vari cimiteri della città.

Concludete il vostro itinerario con una passeggiata nel quartiere di Alésia, noto per i suoi negozi, per i ristoranti e per l'atmosfera da villaggio. Passeggiate lungo rue d'Alésia per un po' di shopping o fermatevi in ​​uno dei tanti caffè a bere qualcosa. Divertitevi!


mercoledì 15 gennaio 2025

Le mappe della metro

Cosa sarebbe Parigi senza il métro? Odiata dai parigini, la metropolitana è ormai uno dei simboli della capitale francese, che ha ispirato e continua a ispirare gli artisti. È facile reperire gli ingressi della metropolitana in stile liberty o trovare l'anno di inaugurazione di questa rete che oggi conta circa 300 stazioni. Proprio per questo oggi parlerò di alcuni progetti meno conosciuti che sono stati ispirati unicamente dalla mappa della metropolitana che è già, in sé, un oggetto di design.

La mappa della metro culturale di Lucas Destrem

Innanzitutto un geografo, Lucas Destrem, ha creato una mappa della metro culturale, in cui il nome di ogni stazione inclusa nel piano in vigore a dicembre 2020 è stato modificato o sostituito dal nome di un luogo d'arte o di cultura situato nei paraggi. Il progetto iniziale era quello di aiutare i gestori culturali ad uscire dalla crisi dovuta al covid, ma la mappa è tuttora affascinante e permette di avere la misura della ricchezza dell'offerta culturale parigina. Da un punto di vista più strettamente geografico, questa mappa ci permette di riflettere sulla toponomastica urbana e sulla diversità e la fragilità dell'offerta culturale della capitale. È possibile scaricare gratis la mappa culturale qui (in fondo alla pagina).

La metro è diventata anche un memory online: basta cliccare qui per inserire a memoria tutte le stazioni metro di cui si ricorda il nome: appariranno magicamente sulla mappa muta insieme alla percentuale di stazioni aggiunte rispetto al totale. Bisogna farlo per capire quanto sia gratificante.

Se non sei a Parigi e ti manca la routine, ora saprai come goderti la metropolitana senza il logorio che le è immancabilmente associato! Buon viaggio immaginario!

lunedì 13 gennaio 2025

Come trovare lavoro a Parigi in ambito culturale


Trovare lavoro a Parigi in ambito culturale può essere impegnativo, ma esistono diverse strategie efficaci per raggiungere questo obiettivo:

1. Puntare alle istituzioni e alle imprese culturali

Musei e gallerie: Parigi ospita numerosi musei (Louvre, Orsay, Centre Pompidou) e gallerie d'arte. Consultate i loro siti web per opportunità di mediazione culturale, gestione di mostre o comunicazione.

Teatri e opere: istituti come l'Opera di Parigi o i principali teatri offrono spesso posizioni nella gestione, nella produzione o nella biglietteria.

Centri culturali: centri culturali come la Maison de la Poésie, la Gaîté Lyrique e la Cité Internationale des Arts reclutano in vari campi.

Istituzioni internazionali: organizzazioni come l'UNESCO o l'Istituto francese di Parigi sono luoghi di opportunità nella cooperazione culturale.

2. Utilizzare piattaforme specializzate

Siti dedicati alle professioni culturali:

ProfilCulture: questo sito è un riferimento per le offerte di lavoro nel settore culturale in Francia.

JobCulture: Piattaforma dedicata al lavoro in ambito culturale.

ArtJobs: piattaforma internazionale per offerte di lavoro nel campo dell'arte e della cultura.

Apec e LinkedIn: queste piattaforme contengono anche offerte nel campo culturale, in particolare nelle funzioni di comunicazione, gestione di progetti o amministrazione culturale.

3. Rete nel settore culturale

Eventi e inaugurazioni: Partecipare a mostre, inaugurazioni, spettacoli, festival e convegni a Parigi può permetterti di incontrare professionisti del settore. Il networking è fondamentale nella cultura.

Incontri e fiere: partecipa a fiere (come il Salon du Livre, Paris Photo o festival come Avignon Off) o ad eventi di networking in spazi come Gaîté Lyrique.

Gruppi LinkedIn: iscriviti a gruppi professionali legati alla cultura e all'arte per scambiare idee e trovare nuove opportunità.

4. Formarsi o specializzarsi

Se hai bisogno di specializzarti, Parigi offre numerosi corsi, formazioni e masterclass in ambito culturale presso la Sorbona, Paris 1 Panthéon-Sorbonne, l'École du Louvre o scuole private (IESA, ICART).

Corsi di formazione brevi o certificati (come quelli del CNAM o dei MOOC online) possono anche rafforzare le tue competenze nella gestione culturale, nella comunicazione o nella produzione di eventi.

5. Candidatura spontanea e stage

Le candidature spontanee sono comuni in ambito culturale. Individua le strutture culturali di Parigi dove vorresti lavorare (musei, case editrici, compagnie teatrali, ecc.) e invia la candidatura con una lettera di presentazione personalizzata.

Gli stage sono anche un punto di ingresso ideale, in particolare in musei, festival o istituzioni come l'Opera di Parigi, festival cinematografici o case di produzione.

sabato 11 gennaio 2025

Mundolingua

 



Un museo curioso ma per me imperdibile di Parigi è Mundolingua : museo delle lingue, del linguaggio e della linguistica. Si tratta di un museo ludico e interattivo che offre la possibilità di riflettere sulle lingue naturali esplorando le loro diversità e le loro ricchezze. All'interno del museo sono proposti periodicamente eventi, incontri a tema e laboratori. 
Insomma, un vero e proprio paradiso per chi si interessa di traduzione e di apprendimento delle
lingue straniere. Il materiale presentato è accessibile nelle sei lingue dell'ONU: inglese, arabo, spagnolo, francese, cinese mandarino e russo.
Non esitate a scoprire questo museo per avere una nuova prospettiva sul linguaggio, specchio dell'umanità.

sabato 4 gennaio 2025

La street art del 13° arrondissement


 Il 13° arrondissement di Parigi è diventato, negli anni, un vero e proprio museo a cielo aperto grazie alle sue numerose opere di street art. Numerosi artisti di fama mondiale hanno lasciato il segno sui muri del quartiere, creando un percorso ricco e diversificato per gli amanti di quest'arte urbana. Ecco un percorso che puoi completare a piedi in 2-3 ore (a seconda del tuo ritmo) che ti permetterà di scoprire gli affreschi più grandi del 13° arrondissement. Non dimenticare di visitare queste opere durante il giorno, poiché non sono tutte illuminate.

Punto di partenza: Place d’Italie

“La Madre Secolare 2” di Inti – 12, avenue d’Italie

Inti, artista cileno, è noto per i suoi affreschi monumentali intrisi di simboli e riferimenti religiosi e culturali sudamericani. Quest’opera dai toni caldi raffigura un’imponente figura femminile, un motivo ricorrente nell’arte di Inti.

“Grand Elephant” di ROA – 81, boulevard Vincent Auriol

ROA, un artista di strada belga, è famoso per le sue rappresentazioni in bianco e nero di animali, spesso in pose realistiche. Questo gigantesco elefante, dipinto su un edificio, è una delle opere più impressionanti del 13° arrondissement.

Tappa 2: Rue Jeanne d'Arc

“Liberté, égalité, fraternité” di OBEY (Shepard Fairey) – 141, rue Jeanne d’Arc
Shepard Fairey, meglio conosciuto come Obey, è una figura chiave della street art internazionale, particolarmente noto per il suo celebre ritratto di Obama. Questo affresco, realizzato in omaggio ai valori repubblicani francesi, è realizzato nello stile grafico e iconico di Obey.
Nel 13°, c'è un murale ad ogni angolo!
“Croisement entre tradition et modernité” di C215 – Rue Jeanne d’Arc
C215, un altro artista famoso, è di Parigi. È conosciuto soprattutto per i suoi stencil dettagliati e colorati che raffigurano i volti di personaggi anonimi e famosi.
Le sue opere sono sparse per tutto il quartiere. Passeggiando lungo Rue Jeanne d'Arc, potresti incontrarne diversi.

Tappa 3: Boulevard Vincent Auriol

Affresco di D*Face – Boulevard Vincent Auriol

Questo artista britannico, noto per il suo stile pop art, spesso ironico e provocatorio, ha realizzato un affresco su una delle grandi pareti del viale. L'affresco raffigura un volto stilizzato, tipico del suo approccio decostruttivista alle icone della cultura popolare.

Opere di Jef Aérosol – Quai de la Gare (metro 6)

Jef Aérosol, pioniere della street art in Francia, ha decorato diversi punti del 13° arrondissement con le sue espressive sagome in bianco e nero. Troverai in particolare ritratti di bambini o musicisti nel suo caratteristico stile stencil.

Tappa 4: Rue du Chevaleret e dintorni

“Astronauta” di Invader – Vicino a rue du Chevaleret
Invader, famoso per i suoi mosaici ispirati al videogioco Space Invaders, ha sparso le sue opere per tutta Parigi. Il 13 ne ha diversi, spesso nascosti agli angoli delle strade. Questo mosaico di un astronauta è un sottile riferimento all'esplorazione urbana.
“Atlante” di Maye – Rue du Chevaleret
L'artista francese Maye ha realizzato un affresco di grandi dimensioni che rappresenta un personaggio surrealista dalla silhouette allungata, simbolo dell'interazione tra passato e futuro.

Tappa 5: La Butte aux Cailles

Affreschi di Miss.Tic – quartiere Butte aux Cailles

Miss.Tic è un'altra figura di spicco della street art parigina, nota per i suoi stencil che mescolano volti femminili e aforismi poetici o impegnati. Il quartiere Butte aux Cailles, con le sue stradine e le case colorate, è uno dei luoghi dove trovare molte delle opere dell'artista.

“Boulevard Paris 13” – Affreschi giganti del quartiere

Questo progetto artistico ha visto artisti provenienti da tutto il mondo realizzare giganteschi murales sulle facciate degli edifici. Tra questi, Conor Harrington, Jorge Rodriguez-Gerada e Pantonio.

Fine del percorso: Parc de Choisy

Varie opere nel parco – Parc de Choisy

Il parc de Choisy ospita nei suoi spazi verdi alcune opere di street art, tra cui creazioni di artisti locali meno conosciuti.

Se vuoi essere guidato passo dopo passo in questo percorso, puoi scaricare l'applicazione "Street Art 13" che elenca e geolocalizza tutte le opere del quartiere, facilitando la tua passeggiata.

lunedì 30 dicembre 2024

Il 2024 a Parigi

La montgolfière abritant la flamme olympique
L'anno 2024 a Parigi è stato caratterizzato da numerosi eventi importanti, che hanno riguardato diversi settori come lo sport, la cultura e la storia. L'evento di punta dell'anno sono stati senza dubbio i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024. Contrariamente alla scelta fatta da diverse città che hanno ospitato i Giochi Olimpici negli anni, Parigi ha scelto di effettuare le gare in luoghi emblematici della città, come lo Stade de France o addirittura ai piedi della Torre Eiffel.

A latere delle competizioni sportive, le Olimpiadi della Cultura hanno proposto una serie di eventi artistici, tra cui mostre, spettacoli e installazioni, che illustrano il legame tra sport e cultura.

Dopo diversi anni di ristrutturazione, il Grand Palais ha riaperto le porte, ospitando importanti mostre e diventando ancora una volta un centro nevralgico della cultura parigina.

Il Museo d'Orsay ha proposto la mostra immersiva sugli impressionisti, "Paris 1874", un'esperienza che ha rievocato l'atmosfera della prima mostra impressionista.

Nel dicembre 2024, un altro momento clou è stata la riapertura della Cattedrale di Notre-Dame. Dopo il devastante incendio dell'aprile 2019, l'edificio ha riaperto le sue porte l'8 dicembre 2024, segnando un momento commovente per i parigini e i visitatori di tutto il mondo.

Questi eventi hanno contribuito a rafforzare la posizione di Parigi come capitale della cultura, offrendo ai residenti e ai visitatori un programma ricco e diversificato per tutto l'anno. Vedremo cosa ci riserverà il 2025! Buon anno!

sabato 21 dicembre 2024

Le vetrine natalizie

Le vetrine animate di Natale a Parigi sono una tradizione festiva. L'idea di decorare le vetrine per le festività natalizie cominciò ad emergere con la comparsa dei grandi magazzini, come Le Bon Marché, che fu uno dei primi a Parigi a sviluppare il concetto di vetrina commerciale. Le decorazioni giocavano su temi festivi e stagionali per attirare clienti.

Un momento dell'animazione di quest'anno di
una delle vetrine del Bon Marché
Negli anni '20 e '30 le vetrine iniziarono a diventare più elaborate. Nel secondo dopoguerra, l'innovazione tecnologica permise l'introduzione di meccanismi animati, trasformando le vetrine in veri e propri spettacoli. Grandi magazzini come le Galeries Lafayette, Le Printemps e La Samaritaine hanno reso popolare questa pratica aggiungendo pupazzi, automi e scene in miniatura che rappresentano fiabe o paesaggi invernali. L'idea era quella di offrire un'esperienza magica ad adulti e bambini, raccontando storie.

Negli anni Cinquanta e Sessanta le vetrine divennero delle vere e proprie attrazioni, e intere famiglie hanno cominciato a spostarsi per ammirarle. Durante questo periodo si cominciarono a sviluppare musiche, luci e scenografie più dettagliate.

Nel corso del tempo, le vetrine natalizie sono diventate sempre più sofisticate, prevedendo spettacoli di luci, animazioni elettroniche e persino collaborazioni artistiche. Oggi le vetrine dei grandi magazzini parigini sono un evento imperdibile durante la stagione invernale. Ogni anno, squadre di decoratori, scenografi e artisti lavorano per mesi per creare temi originali e magici, con l'integrazione di tecnologie come l'illuminazione a LED e gli effetti digitali. Le Galeries Lafayette e Le Printemps rimangono pionieri di questa tradizione, inaugurando ogni anno vetrine spettacolari e spesso accompagnate da eventi speciali. Ogni anno le vetrine attirano migliaia di visitatori nel periodo natalizio, e sono ormai un vero e proprio evento culturale e turistico nella capitale francese.

venerdì 13 dicembre 2024

Storia parigina

Non ho sempre vissuto a Parigi. Ecco un testo nostalgico, scritto pensando all'epoca in cui ci venivo da sola dopo un colpo di testa e c'era ancora la carte orange invece del pass navigo...


Arrivo a Parigi al mattino. Il marciapiede della stazione è una prefigurazione di ciò che mi aspetta. Un campionario di esseri umani dagli occhi appiccicosi per la nottata in treno ma illuminati dall'emozione dell'arrivo. I treni per Parigi partoriscono un'umanità pacifica e stupita. Chi viene da fuori dovrebbe sempre attivare gradualmente i propri sensi, per non lasciarsi sopraffare dalla città. Ho elaborato un rito per affrontarla senza farmi fagocitare. Prima di telefonare a chi mi può ospitare per qualche notte, guardo gli occhi degli altri viaggiatori, e cerco di cogliervi il colore del cielo di Parigi. Se il mio bagaglio non è troppo pesante e la luce è propizia mi avvio a piedi dalla Gare de Lyon verso Place d'Aligre, a due passi dalla stazione. Con un po' di fortuna, è il giorno del mercatino. Mi piace guardare Parigi da qui. I colori delle anticaglie made in Taiwan, le espressioni dei venditori assonnati, la luce che si trasforma in polvere mi sorprendono ogni volta. E ogni volta li osservo fino a percepire qualcosa di Parigi che mi era sfuggito fino a quel momento.


Mi concentro sul tatto e tocco tutti gli oggetti esposti sui tavolacci o per terra, scatenando il furore dei venditori. Leggo il braille di questo luogo: sento la trama dei tessuti che non si fabbricano più, faccio scivolare i polpastrelli sui soprammobili di vetro soffiato, sfioro le cianfrusaglie come se fossero gioielli preziosi. Io sono nelle mie dita, e grazie al senso del tatto percepisco la patina che ricopre quelle anticaglie a poco prezzo. Scelgo un oggetto. Un fermacarte di legno caldo e liscio. Mentre l'ho tra le mani, senza farmi notare, lo avvicino al naso. Sento la storia del legno attraverso il suo odore. Poi sfoglio i libri vecchi e ne annuso la polvere. L'odorato mi permette di avvertire per la prima volta l'aggressività della città: sento puzza di Parigi, dei bidoni della spazzatura chiusi male, degli escrementi di cane che costellano i marciapiedi. A questo punto spontaneamente le mie orecchie si lasciano invadere dal suono del francese. Comincio a contrattare i prezzi e ad ascoltare le voci. Parlo a un venditore di quel fermacarte di ebano che so troppo caro solo per sentire la lingua francese che mi riempie la bocca e mi modifica l'espressione del viso. Prima di ripartire mangio qualcosa, nulla di pretenzioso, per completare il mio risveglio sensoriale. Mi fermo in una panetteria o al supermercato che ha infestato per anni la piazza con un'enorme sagoma di Zidane e lo slogan: J'aime bien vous faire gagner, che significa amo farvi vincere, ma anche amo farvi guadagnare. Solo dopo questa complicata iniziazione sono pronta per la città.


Quando il mio rito propiziatorio è efficace, mi permette di entrare in un mondo glassato. Le persone che esplorano, percorrono, vivono Parigi, sono molto diverse tra loro. L'impossibilità di catalogare i loro bisogni ha semplificato il linguaggio usato dalla città per comunicare con loro, ma ne ha conservato la magia. Infatti non basta che le istruzioni per l'uso di Parigi siano chiare e fruibili. Per incontrare i gusti di ogni passante devono essere anche accattivanti. Queste necessità pratiche e comunicative hanno favorito l'enorme diffusione dei gadget metropolitani. I cartoncini variopinti e traslucidi che veicolano i messaggi tra Parigi e i suoi ospiti sono un modo per la città di imporsi seducendo. Il fascino pop della carte orange trasforma quest'abbonamento ai trasporti parigini in oggetto di attenzioni feticiste. Tornati a casa la si conserva, gli adolescenti la incollano sul diario, i superstiziosi la relegano in fondo a un cassetto per non cestinare la propria immagine. La carte orange infatti, ci guarda con i nostri occhi piantati in mezzo a un rettangolino dai colori sgargianti. Ha un potere simbolico e rituale: non scade mai, non è cedibile, è personalizzata con dati anagrafici e firma, segue il viaggiatore fino alla morte. Il numero della tessera ci compenetra a sua volta e diventa noi. All'inizio di ogni mese o di ogni settimana, si compra il coupon delle dimensioni di un biglietto del métro ma dai colori coordinati a quelli della carta, e il modo per prenderne possesso, per renderlo inalienabile, è scriverci sopra il numero della carte orange, il proprio numero, accettando implicitamente di essere riconosciuto come P 185954 ad ogni spostamento. Una volta entrati in questo sistema, si può inserire il coupon nella tasca prevista a questo scopo nel porta-carte orange, e godere dell'ineffabile scintillio dell'ologramma che vi è stampigliato sopra. Molti altri oggetti prodotti dalla città possiedono un magnetismo paragonabile a quello della carte orange. Le schede telefoniche, i biglietti del métro, le tessere di accesso alle biblioteche, le carte fedeltà dei negozi, i settimanali dedicati alle iniziative cittadine ci fanno sentire membri di un club esclusivo. Siamo felici di lasciarci andare alla dimensione meravigliosa e irreale creata da questi oggetti. Ci perdiamo senza timori nel mondo dei collezionisti di carte telefoniche avvertendo oscuramente di essere al sicuro, controllati da un fratello maggiore...


Mi è capitato spesso di intravedere l’essenza di questa città polimorfa in momenti dai quali non mi aspettavo nulla di particolare. Squattrinata come sono, ciclicamente mi si pone il problema di mangiare cibi passabilmente freschi, o almeno non in scatola, senza spendere una follia. A Parigi la combinazione di queste due condizioni è un vero lusso. Ottenerne solo una, invece non è difficile. Spiedini di carne avariata o bruciata sono rintracciabili a un prezzo onesto nei quartieri più malfamati, mentre frutta e verdure freschissime si trovano in certi ristoranti dai prezzi proibitivi. Così quando ho la fortuna di avere una cucina a disposizione mi lancio sui mercati alimentari. Quando decisi di andare per la prima volta al marché Dejean, probabilmente uno dei più conosciuti, sbagliai i calcoli. Quando scesi al métro Château-Rouge mi accorsi che per quel giorno non avrei mangiato. I marciapiedi erano coperti di ortaggi schiacciati e di stracci variopinti. Gli ultimi camioncini stavano partendo rapidamente lasciando le cassette di legno accatastate per terra. Gli stracci che assorbono l'acqua all'imboccatura delle buche di scarico erano coperti di torsoli e di scarti vegetali. Il mercato era finito. Avevo passato un'ora in métro, perciò non me ne andai subito. Cominciai a vagabondare inebriandomi del puzzo di marcio delle verdure calpestate dai passanti. Ma non ebbi il tempo di vivere davvero quel decadimento perché alla fine della strada comparve un magrolino con jeans bucati, giacca di pelle, un grosso cane senza guinzaglio e molte pulci. Sembrava simpatico, forse perché i capelli un po' decolorati fuggivano in tutte le direzioni, in un tentativo di dreadlocks reso vano dalla sua capigliatura liscissima. Ci guardammo un istante, credevo si trattasse di uno dei tanti passanti di Parigi che mi avrebbero cambiato per sempre senza rivolgermi la parola. Invece, nel momento in cui ci incrociammo disse: "Liberté dans la vie." E prima che potessi stupirmi: "et dans l'amour...". Poi cominciò a parlarmi, come se mi conoscesse da sempre: "Vero? La libertà è la cosa più importante." E in piedi in mezzo alla strada, con il cane pulcioso che ci scodinzolava attorno, cominciammo a parlare della libertà. Di libertà, uguaglianza e fraternità. Tuttora, quando penso a Parigi, la mia mente corre verso quest’immagine incongrua.

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giovedì 12 dicembre 2024

Accorpiamo


Mi piace parlare di mostre gratuite perché molte persone mi dicono che è impossibile coltivarsi a Parigi senza spendere un sacco di soldi, mentre non è del tutto vero. Fino al 4 gennaio 2025, il MAIF Social Club presenta il lavoro di quattordici artisti riuniti sotto il titolo Faisons corps.

È una mostra in si può toccare la maggior parte di ciò che si vede, in cui lo spettatore non è più tale perché interagisce con alcune opere e, in alcuni casi, le modifica. Il corpo è visto nella sua intimità (soprattutto nella prima parte, dedicata al corpo anatomico) ma anche nella sua unicità e individualità. Anche il visitatore è invitato a muoversi, a lasciarsi toccare dagli altri, ed è qui che il corpo viene presentato nella sua accezione sociale. 

La mostra è un vero e proprio invito ad accorparsi, ed è significativo che il luogo che la ospita sia un luogo di cultura militante e di educazione informale nel cuore del Marais.

giovedì 5 dicembre 2024

Notre Dame torna a casa


 Il 15 aprile 2019 si è verificato uno degli eventi più tragici della storia recente di Parigi: un incendio ha devastato la cattedrale di Notre-Dame, uno dei monumenti più emblematici della capitale e capolavoro dell'architettura gotica. L'incendio è scoppiato intorno alle 18:30 sotto la struttura del tetto in legno, detta anche "il bosco" per il gran numero di travi di quercia che la componevano, alcune risalenti al XIII secolo. Nel giro di poche ore le fiamme si sono propagate rapidamente, distruggendo gran parte del tetto e mettendo a rischio l'intera struttura.

L'immagine della guglia di Notre-Dame, progettata dall'architetto Eugène Viollet-le-Duc nel XIX secolo, che crolla sotto le fiamme, ha impressionato il mondo. I vigili del fuoco hanno lottato per quasi 15 ore per tenere sotto controllo l'incendio, evitando la completa distruzione dell'edificio. L'origine esatta dell'incendio resta incerta, ma gli investigatori propendono per l'ipotesi accidentale, legata ai lavori di ristrutturazione in corso in quel momento. La struttura in legno, molto vecchia, era particolarmente vulnerabile agli incendi. Durante le indagini non è stata scoperta alcuna traccia di attività criminale.

Una delle perdite simbolicamente più significative è stata appunto quella della guglia, ma quasi tutto il tetto, compresa la struttura medievale in legno, fu distrutto. Sebbene l'incendio abbia interessato principalmente l'esterno, sono state colpite anche parti dell'interno, comprese alcune volte che sono crollate sotto il peso del tetto in fiamme. La maggior parte dei tesori di Notre-Dame, come la Corona di Spine (preziosa reliquia), la tunica di San Luigi e altri oggetti religiosi, sono stati salvati grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco e delle autorità.

Subito dopo l’incendio, i donatori si sono mobilitati in Francia e all’estero per avviare immediatamente la ricostruzione. La struttura è stata stabilizzata e l'edificio protetto dalle intemperie. Dopo un dibattito pubblico, si è deciso di ricostruire la cattedrale identica a com'era. Il presidente Macron ha confermato che la guglia sarebbe stata ricostruita secondo i piani originali di Viollet-le-Duc entro 5 anni.

È infatti da pochi giorni che la statua di Notre Dame è tornata in chiesa, e domani, 7 dicembre, avrà luogo l'inaugurazione ufficiale, accompagnata da cerimonie religiose. L'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, avrà luogo la prima messa e la consacrazione dell'altare.

martedì 3 dicembre 2024

Parigi e la libertà


Oggi parleremo di un romanzo ambientato in parte a Parigi: Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli. È un vecchio romanzo, ma d'altra parte questo blog esiste da appena un mese, perciò mi posso permettere di riscoprire qualche buona lettura.

Atti osceni in luogo privato è un romanzo di formazione, organizzato in sei parti che abbracciano le diverse età del protagonista e narratore, Libero Marsell. Come suggerisce il titolo, l'aspetto sessuale è molto importante nella formazione di Libero, che cresce e e matura insieme alle sue scoperte erotiche. Ma tra i personaggi attraverso i quali il sesso irrompe nella vita di Libero c'è anche una bibliotecaria, perciò anche i libri giocano un ruolo importante nella formazione del protagonista: "I libri spostavano la mia gravità, e attuavano una legge: avevano iniziato a mettermi al mondo" (2015, p.48) .

Così Parigi, dove il protagonista vive e si forma nella prima parte della sua vita e del romanzo, è una presenza molto letteraria, perché Libero lavora ai Deux Magots, incontra Jean-Paul Sartre, vede film, respira un'epoca che è anche un luogo. La vita, però, lo porterà alla grave decisione di andare a vivere a Milano: "I Deux Magots, Philippe, i turisti, il furore delle riunioni, il cinema Louxor, il Marais e la poltrona di papà, mamma ed Emmanuel, Marie e l'Hôtel de Lamoignon, la lingua francese, il Roland Garros, le cediglie. Mi mozzò il fiato. Mi sedetti e rimasi immobile, poi presi un foglio bianco e scrissi piccolo piccolo: Per insostenibilità. Era questo il motivo per cui avevo lasciato la Ville Lumière” (2015, p. 116). Queste epifanie sono frequenti nel romanzo ed esprimono bene il modo in cui Libero procede nella vita.

Anche a Milano Libero si confronta con i tormenti del desiderio e l'impatto di questo sulle sue relazioni sentimentali e familiari. Cerca di comprendere le sue pulsioni, attraversando esperienze a volte imbarazzanti, spesso intense, dove paura, piacere e senso di colpa si mescolano. I rapporti con i genitori costituiscono un elemento centrale del suo sviluppo personale e sessuale, riflettendo una complessa miscela di attaccamento e distanza.

Missiroli affronta direttamente temi come l'erotismo, il desiderio e le intime contraddizioni che ogni persona porta dentro di sé, offrendo una riflessione sul modo in cui la sessualità plasma la nostra vita e il nostro rapporto con gli altri. Perché non bisogna avere « paura di scegliere tra la vita e l'oscenità, senza sapere che sono la stessa cosa. L'osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento” (2015, pp. 156-157).

sabato 30 novembre 2024

I mercatini di Natale


Potrebbe sembrare un po' presto, ma Parigi ha già iniziato la sua trasformazione per le festività natalizie, con numerosi mercatini di Natale che offrono prodotti artigianali, specialità culinarie e un'atmosfera festosa. Che si voglia fare shopping, degustare specialità o anche soltanto godersi l'atmosfera festosa, ogni mercato ha il suo fascino e permette di trascorrere un momento indimenticabile nel cuore della Ville Lumière. Ecco una breve descrizione dei mercati principali, (ma Parigi ne ospita molti altri):


Mercatino di Natale delle Tuileries

Questo mercato iconico offre chalet in legno, illuminazioni suggestive e una varietà di prodotti artigianali, decorazioni e prelibatezze. Non perdetevi la ruota panoramica per una vista mozzafiato di Parigi.

Date: dal 16 novembre 2024 al 1 gennaio 2025

Luogo: Jardin des Tuileries

Mercatino di Natale della Défense

Uno dei mercati di Natale più grandi della regione, con oltre 300 chalet. Godetevi una variegata selezione di prodotti provenienti da tutto il mondo, dalla gastronomia all'artigianato. È prevista anche l'animazione per i bambini.

Date: dal 14 novembre al 29 dicembre 2024

Luogo: Esplanade de la Défense

Mercatino di Natale di Abbesses (Montmartre)

Questo mercato affascinante, dall'atmosfera più intima, offre creazioni artigianali e delizie culinarie. Godetevi l'atmosfera pittoresca di Montmartre, con spettacoli di strada e concerti.

Date: dal 24 novembre 2024 al 7 gennaio 2025

Luogo: Place des Abbesses

Mercatino di Natale di Saint-Germain-des-Prés

Un mercato chic ed elegante, con prodotti artigianali, gioielli e specialità gastronomiche. L'atmosfera è resa festosa da piccoli concerti di strada

Date: dal 26 novembre 2024 all'1 gennaio 2025

Luogo: Place Saint-Germain-des-Prés

Villaggio di Natale di Notre Dame

Un mercato nel cuore di Parigi dedicato al made in France. Gli stand sono stati selezionati per la qualità dei prodotti proposti. C'è anche qualche stand di ristoratori locali. Assaggiate lo street food tipicamente francese e ammirate le decorazioni particolari.

Date: dal 29 novembre al 25 dicembre 2024

Luogo: Square René Viviani - Quai de Montébello

Mercatino di Natale Alsaziano

Un mercatino in cui trovare prodotti tipici alsaziani, addobbi e idee regalo. Sono previsti anche concerti e piccoli spettacoli.

Date: dal 29 novembre al 15 dicembre 2024

Luogo: Gare de l'Est - lato rue de l'Alsace

Parigi propone anche mercati-evento della durata di un solo weekend, dedicati di solito a un paese o a un'area geografica. Per esempio segnalo il mercato svedese, che finisce oggi alle 17h00 alla chiesa svedese di Parigi al 9, rue Médéric oppure il mercato di natale Afro-caraibico, previsto per il prossimo weekend (7 e 8 dicembre) alla Galerie Joseph, al 116 di rue de Turenne.

Gli orari possono variare a seconda del mercato e talvolta a seconda del meteo. Verifica gli ultimi dettagli su internet prima di spostarti.

domenica 24 novembre 2024

Una domenica alla Sainte chapelle

Il Palazzo di Giustizia di Parigi ospita un vero gioiello dell'arte gotica, un tesoro storico e una testimonianza del ricco patrimonio religioso della Francia: la Sainte Chapelle. È un esempio di gotico fiammeggiante, uno stile che enfatizzava la luce e gli spazi aperti. Fu costruito nel XIII secolo, durante il regno di Luigi IX, futuro San Luigi, per ospitare le reliquie della Passione di Cristo, la più famosa delle quali è la corona di spine. Non sono rimaste molte di queste reliquie in questa cappella destinata ad accoglierle, ma la cappella superiore, illuminata dalla luce che si diffonde attraverso le sue immense vetrate e che cambia a seconda dell'ora e della stagione, permette ai visitatori di immergersi in una bellezza che senza dubbio era stata progettata per rappresentare la grazia.

Questa cappella, originariamente riservata alla famiglia reale e destinata all'esposizione delle reliquie, è composta da 15 coperture in vetro alte oltre 15 metri, che ricoprono quasi tutta la superficie delle pareti e illustrano più di 1.113 scene bibliche, dalla Genesi alla Passione di Cristo. Anche la cappella superiore è decorata da una volta a stella e da colonne dorate, che ne accentuano l'aspetto maestoso. Vi consiglio di visitarla durante i concerti di musica classica che vi vengono organizzati in onore della sua eccezionale acustica. 

Gli orari di visita variano a seconda della stagione. Dal 1 aprile al 30 settembre, La Sainte Chapelle è aperta dalle 9:00 alle 19:00, il resto dell'anno dalle 9:00 alle 17:00 ed è chiusa solo il 1 gennaio, il 1 maggio e il 31 dicembre. In ogni caso vi consiglio di effettuare la prenotazione sul sito ufficiale. Ricordo anche che la Sainte Chapelle è visitabile gratuitamente la prima domenica dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre. Buona visita!