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sabato 18 ottobre 2025

Nomen Omen

Oggi è il mio compleanno. In questo giorno che segna per me il passaggio del tempo, celebro la vita parlando del mio nome aggiuntivo, che integra la mia precedente identità. I nomi sono una parte essenziale di noi, della nostra cultura e della nostra storia personale, possono influenzare la nostra percezione di noi stessi e del nostro posto nel mondo.
Quando ho scoperto che mi chiamavo Paola perché significa “piccola” (poiché ero piccola quando sono nata) sono rimasta un po’ delusa, e non solo perché sono nata di 4 chili (il che, per una neonata, non è poco) ma perché sentivo che questo nome richiedeva una postura che non avrei sempre sentito mia.

Dalla nascita, il nome diventa parte integrante di ciò che siamo, ma man mano che diventiamo adulti, cambiamo. C'è stato un periodo della mia vita in cui non mi riconoscevo affatto in quelle 5 lettere che mi erano state assegnate. Allo stesso tempo, era il mio nome, quello con cui mi chiamavano le persone che mi volevano bene, quindi non volevo abbandonarlo del tutto.

Così ho fatto qualche ricerca, ho aperto il grande libro dei nomi e l'ho studiato. Ho scoperto che esiste un nome femminile abbastanza raro, ma piuttosto musicale: Dinali. Il suono mi è piaciuto da subito, e quando ho scoperto che significa “grande”, ho pensato che potesse bilanciare molto bene il nome Paola. Così ho deciso di iniziare una nuova vita, quella di Paola Dinali.

Come Paola Ghinelli, ho vissuto già una vita ricca, di cui potete trovare qualche traccia qui. Come Paola Dinali Ghinelli, il libro è ancora tutto da scrivere...

mercoledì 1 ottobre 2025

Verso nuove mirabolanti avventure!

Sono molto lieta di annunciare che da oggi sono ufficialmente ATER (docente a contratto) presso la Sorbonne Nouvelle. Si tratta della stessa università in cui sto preparando il mio dottorato, quindi nulla di nuovo e tutto è nuovo allo stesso tempo. Insegnerò lingua, letteratura, cultura e società italiana in un dipartimento dinamico e stimolante.

E' una bella opportunità per continuare le mie attività di insegnamento e ricerca presso un'università rinomata e di respiro internazionale, sviluppando allo stesso tempo i miei progetti accademici. Per questo motivo, ho cambiato i miei piani per il ritorno in Italia (avrei dovuto trasferirmi ad agosto) e ho riorganizzato con piacere la mia vita familiare.

Non vedo l'ora di incontrare gli studenti, condividere e imparare. Inizia una nuova avventura!

Photo: Amitabh Barua


sabato 9 novembre 2024

Le mie ricerche di tesi (cosa ci faccio qui?)

Questo blog esiste già da una settimana, ed è giunto il momento di spiegare cosa sto facendo esattamente a Parigi. Sto qui principalmente per riprendere gli studi. Sono già titolare di un dottorato in letterature francofone all'Università di Bologna, e ho deciso di preparare una seconda tesi di dottorato in letteratura italiana alla Sorbonne Nouvelle.
La mia attuale ricerca si concentra su quella che ho definito la costruzione genealogica dell'identità. Negli ultimi quindici anni, in Italia, sono state pubblicate numerose opere che rivelano un interesse per gli antecedenti genealogici dei personaggi: genitori, nonni e così via, fino agli antenati più lontani. La mia tesi è che i personaggi dei discendenti guardino indietro per andare avanti, e questo in modo più sistematico e profondo rispetto a quanto accadesse nella letteratura precedente. Tutti i romanzi del mio corpus presentano una dinamica narrativa simile, vicina a quella dei romanzi di formazione, sebbene i personaggi più presenti nella narrazione spesso non siano quelli che si sviluppano e cambiano.
L'attenzione per componenti identitarie che risalgono a un tempo in cui l'individuo ancora non esisteva mi pare in linea con il nostro momento storico, e infatti le dinamiche che sto studiando nell'ambito della letteratura italiana sono ben rappresentate anche nella letteratura contemporanea di altri paesi. Addirittura, anche nella mia vita quotidiana non smetto di incontrare persone che svolgono ricerche genealogiche o sono sulle tracce di segreti di famiglia. Io stessa, recentemente, ho fatto ricerche su uno zio dimenticato dalla storia. È interessante chiedersi è dove porti questa ricerca genealogica. I nostri percorsi individuali sarebbero diversi se non guardassimo indietro? Perché può essere liberatorio sapere cosa è successo prima di noi? Perché c'è un impulso a raccontare questo tipo di storie (quando sono ispirate dalle vicissitudini familiari dell'autore) o ad inventarle? Sto cercando una risposta a queste domande con il mio lavoro di tesi.Se vi piacciono i podcast e capite il francese, potete ascoltare l'intervista riguardante la mia esperienza di tesi alla Sorbonne Nouvelle cliccando qui. Si tratta di un'intervista nell'ambito della trasmissione Thésez-vous, di Radio Campus Paris.