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martedì 8 luglio 2025

Tous Léger!


Sono gli ultimi giorni per vedere una bella mostra parigina: Tous Léger, fino al 20 luglio 2025 al Musée du Luxembourg (19 rue de Vaugirard), visitabile ogni giorno dalle 10,30 alle 19,00, notturna il lunedì.
Quasi 100 opere instaurano un dialogo tra Fernand Léger, figura di spicco dell'avanguardia del XX secolo, e gli artisti del Nouveau Réalisme (come Niki de Saint Phalle, Yves Klein, Arman, Martial Raysse e César), oltre a figure della Pop Art americana (Roy Lichtenstein, Keith Haring).
I temi trattati includono il riuso degli oggetti, la rappresentazione del corpo e del tempo libero, e l'arte negli spazi pubblici.
È una mostra piuttosto giocosa con una scenografia immersiva: lo spazio è molto colorato, perfetto per gli amanti della Pop Art come me (e i miei figli!). Tra l'altro l'ingresso è sempre gratuito per i minori di 16 anni e, previa prenotazione on line, anche per i minori di 26 anni.
Sono disponibili visite guidate, anche in inglese, e visite tematiche. Quando l'ho visitata, era molto affollata. Se ne avete l'opportunità, vi consiglio di approfittare delle aperture serali del lunedì: pare che sia più tranquilla.

domenica 15 giugno 2025

Mille et une vies

L'Espace Monte-Cristo è uno spazio artistico unico dedicato alla scultura contemporanea. Fa parte della Fondazione Villa Datris che promuove la scultura in tutte le sue forme. Le mostre che ospita, sempre gratuite, mettono spesso in risalto il rapporto tra corpo e materia e i materiali alternativi.

Nel cuore del ventesimo arrondissement, questo spazio permette una circolazione fluida, con zone immersive. È un luogo che amo molto, quindi ne parlo di nuovo, approfittando della nuova mostra "Mille et une vies", visitabile fino al 14 dicembre 2025.

Questa mostra esplora le diverse sfaccettature dell'identità – corporea, sociale, biologica – ma soprattutto ibrida e "altra". È organizzata in modo accogliente e svela i legami tra scultura e intimità, vulnerabilità, corpo, emozioni e sensazioni, nonché le relazioni. Si interroga sul modo in cui la scultura può trasmettere impressioni sensoriali, tattili e affettive. 

Numerose attività per bambini e adulti permettono ai visitatori di adottare le prospettive di numerosi artisti. Per me, che sto preparando una tesi di dottorato sulla costruzione dell'identità, questa mostra è una fonte inesauribile di ispirazione, ma la sua poesia e il suo carattere giocoso sono adatti a ogni tipo di pubblico.

sabato 7 giugno 2025

Notte bianca dei musei


La Notte Bianca 2025 si tiene questo sabato 7 giugno a Parigi, trasformando la città in un immenso museo a cielo aperto dalle 19:00 a mezzanotte. Il festival, che si estende in tutta la regione dell'Île-de-France, quest'anno celebra in particolare il cinema. Proiezioni, installazioni e performance ispirate al cinema saranno proposte in diversi luoghi iconici della capitale, offrendo ai visitatori un'esperienza immersiva e poetica.

Molti musei parigini partecipano all'evento con aperture notturne gratuite ed eventi speciali. Il Museo Picasso è aperto dalle 18:00 a mezzanotte, con ultimo ingresso alle 23:30, senza prenotazione fino ad esaurimento posti. Il Grand Palais presenta un'installazione immersiva dell'artista Ernesto Neto, gratuita fino alle 2:00 (sarà visibile comunque fino a settembre). Il 59 Rivoli aprirà i suoi studi per una serata di arte collaborativa, con performance continue.

Sono previste anche attività per le famiglie. In particolare, la chiesa di Saint-Eustache presenta "Tracé tressé", uno spettacolo che unisce danza e creazione sonora improvvisata con l'organo.

Io vado alla Fondation Groupe EDF per visitare una mostra sul futuro (Ce que l'horizon nous promet) e trascorrere una piacevole serata in famiglia.

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venerdì 14 febbraio 2025

L'océan de Léa


Ho una buona notizia per gli amanti delle installazioni luminose: la mostra L'océan de Léa è stata prorogata fino a fine marzo!

Si tratta di un'opera d'arte immersiva che riproduce il fondale marino ed è realizzata interamente in carta. Il gioco di luci inserito in alcune componenti dell'opera la rende particolarmente suggestiva.

L'opera è composta da una serie di sculture di carta, realizzate ciascuna con un singolo foglio, senza l'utilizzo di colla e annullando l'impatto ambientale, poiché l'artista utilizza carta industriale destinata al macero.

L'artista parigino Junior Fritz Jacquet è tornato alle origini allestendo questa mostra a Saint Ouen, nello stesso quartiere in cui è entrato in contatto per la prima volta con l'arte dell'origami.

Dal punto di vista urbanistico, è significativo l'allestimento della mostra nell'ex pista di pattinaggio sul ghiaccio, perché recupera un locale dismesso. La mostra è magica e adatta a tutte le età. Nella foto potete vedere l'effetto euforizzante su un'adulta!


Al termine del percorso espositivo troverete uno spazio origami aperto a tutti e i materiali e le istruzioni per partecipare ad un concorso per bambini volto a riprodurre i fondali marini e, chissà, a far emergere gli artisti di domani!

Tutte le informazioni pratiche qui.

giovedì 23 gennaio 2025

Itinerario nel 14o arrondissement

Abbiamo già parlato del 14° arrondissement di Parigi, un quartiere ricco di storia, cultura e luoghi emblematici da scoprire. Ecco un itinerario ideale per una giornata di visite turistiche, che unisce arte, natura, storia e vita locale.

Iniziate la giornata alla Tour Montparnasse, uno dei grattacieli più alti di Parigi. Prendete l'ascensore fino all'osservatorio al 56° piano per ammirare una vista panoramica a 360° sulla città, paragonabile a quella della Torre Eiffel, ma con la torre Eiffel in più!

A pochi passi dalla Tour Montparnasse, immergetevi nell'atmosfera artistica dell'inizio del XX secolo, prendendo un caffè in uno dei celebri locali di Montparnasse, come La Coupole, Le Dôme o La Rotonde. Questi caffè erano frequentati da artisti come Picasso, Modigliani e Sartre.

Successivamente, recatevi al cimitero di Montparnasse (3 Bd Edgar Quinet), dove sono sepolti molti personaggi famosi come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett e Baudelaire. È un luogo di calma e meditazione nel cuore della città.

A circa dieci minuti a piedi dal cimitero si trova la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, un museo dedicato all’arte contemporanea, riconoscibile per la sua architettura in vetro e caratterizzata da mostre d’avanguardia. Vi consiglio di andarci subito, perché tra qualche mese questa Fondazione abbandonerà il 261 di Boulevard Raspail per riprendere vita in un altro quartiere.

Quando il clima si farà più caldo, recatevi al Parc Montsouris, uno dei parchi più grandi della capitale, perfetto per una pausa rilassante. Progettato sotto Napoleone III, questo parco in stile inglese è il luogo ideale per una passeggiata o un picnic in riva al lago.

Dopo esservi goduti il ​​parco, dirigetevi verso lea Catacombe di Parigi, una delle attrazioni più affascinanti del 14° arrondissement. Questa vasta rete sotterranea ospita le ossa di oltre sei milioni di parigini, traslate nel corso del XVIII e XIX secolo da vari cimiteri della città.

Concludete il vostro itinerario con una passeggiata nel quartiere di Alésia, noto per i suoi negozi, per i ristoranti e per l'atmosfera da villaggio. Passeggiate lungo rue d'Alésia per un po' di shopping o fermatevi in ​​uno dei tanti caffè a bere qualcosa. Divertitevi!


mercoledì 15 gennaio 2025

Le mappe della metro

Cosa sarebbe Parigi senza il métro? Odiata dai parigini, la metropolitana è ormai uno dei simboli della capitale francese, che ha ispirato e continua a ispirare gli artisti. È facile reperire gli ingressi della metropolitana in stile liberty o trovare l'anno di inaugurazione di questa rete che oggi conta circa 300 stazioni. Proprio per questo oggi parlerò di alcuni progetti meno conosciuti che sono stati ispirati unicamente dalla mappa della metropolitana che è già, in sé, un oggetto di design.

La mappa della metro culturale di Lucas Destrem

Innanzitutto un geografo, Lucas Destrem, ha creato una mappa della metro culturale, in cui il nome di ogni stazione inclusa nel piano in vigore a dicembre 2020 è stato modificato o sostituito dal nome di un luogo d'arte o di cultura situato nei paraggi. Il progetto iniziale era quello di aiutare i gestori culturali ad uscire dalla crisi dovuta al covid, ma la mappa è tuttora affascinante e permette di avere la misura della ricchezza dell'offerta culturale parigina. Da un punto di vista più strettamente geografico, questa mappa ci permette di riflettere sulla toponomastica urbana e sulla diversità e la fragilità dell'offerta culturale della capitale. È possibile scaricare gratis la mappa culturale qui (in fondo alla pagina).

La metro è diventata anche un memory online: basta cliccare qui per inserire a memoria tutte le stazioni metro di cui si ricorda il nome: appariranno magicamente sulla mappa muta insieme alla percentuale di stazioni aggiunte rispetto al totale. Bisogna farlo per capire quanto sia gratificante.

Se non sei a Parigi e ti manca la routine, ora saprai come goderti la metropolitana senza il logorio che le è immancabilmente associato! Buon viaggio immaginario!

mercoledì 8 gennaio 2025

9 gennaio

Il 9 gennaio del 1950 il sindacato CGIL aveva indetto uno sciopero provinciale per protestare contro il licenziamento di gran parte degli operai delle Fonderie Riunite di Adolfo Orsi. Questo licenziamento di massa doveva permettere l'assunzione di personale che non fosse legato né a sindacati né a partiti politici.

Il giorno prima dello sciopero, arrivarono a Modena circa 1500 poliziotti da altre province emiliano-romagnole e la vox populi narra che molti di loro si andarono ad ubriacare in un locale in via Taglio prima di recarsi al presidio alle Fonderie Riunite. Il fatto è che poliziotti e carabinieri presidiarono massicciamente le Fonderie, appostandosi anche sui tetti della fabbrica armati di mitragliatrici e intervenendo con un mezzo blindato e artiglieria pesante. Il bilancio della giornata fu di 6 morti e 200 feriti, alcuni gravi. Le persone uccise morirono in diversi modi: alcuni colpiti al petto, altri alla nuca, uno linciato in un fosso coi calci dei fucili.

Uno dei 6 morti era Arturo Malagoli, di vent'anni, il fratello di mia nonna, che era incinta all'epoca dei fatti e che decise di chiamare l'unico figlio (mio padre) Arturo, in onore del fratello. L'episodio ha segnato profondamente la mia famiglia e quelle delle altre vittime. 
L'anno scorso ho raccontato questa storia a Valentin Prévôt, un disegnatore parigino che l'ha trasformata in fumetto insieme ad altre due.
La vicenda costituisce una ferita mai sanata nella memoria dei modenesi e tuttora il cippo che ricorda le vittime si trova nel luogo in cui sorgevano le Fonderie Riunite, in un punto lontano dal centro, poco frequentato e poco visibile. Evidentemente, si tratta tuttora di un episodio considerato imbarazzante dall'amministrazione. Il 9 gennaio 2019, il collettivo FX ha fatto trovare nei pressi del cippo, dove ogni anno si raccolgono alcuni parenti delle vittime e un rappresentante delle autorità, un murale temporaneo (su carta). Gli agenti della Digos hanno divelto il murale che vedete nella foto della Gazzetta di Modena prima dell'inizio della commemorazione dell'eccidio. Come potete leggere qui la questura ha dichiarato a Repubblica (edizione bolognese) che l'intervento è stato dovuto al fatto che l'opera è stata giudicata inopportuna dagli agenti.
I parenti delle vittime hanno lanciato una petizione per permettere al collettivo di realizzare la stessa opera sul muro dell'acquedotto adiacente, e hanno rilanciato chiedendo all'amministrazione di mettere una targa a memoria dei caduti in piazza grande. Se volete firmarla, la trovate qui. Oggi, 9 gennaio 2025, la targa in Piazza Grande ancora non esiste. 

sabato 4 gennaio 2025

La street art del 13° arrondissement


 Il 13° arrondissement di Parigi è diventato, negli anni, un vero e proprio museo a cielo aperto grazie alle sue numerose opere di street art. Numerosi artisti di fama mondiale hanno lasciato il segno sui muri del quartiere, creando un percorso ricco e diversificato per gli amanti di quest'arte urbana. Ecco un percorso che puoi completare a piedi in 2-3 ore (a seconda del tuo ritmo) che ti permetterà di scoprire gli affreschi più grandi del 13° arrondissement. Non dimenticare di visitare queste opere durante il giorno, poiché non sono tutte illuminate.

Punto di partenza: Place d’Italie

“La Madre Secolare 2” di Inti – 12, avenue d’Italie

Inti, artista cileno, è noto per i suoi affreschi monumentali intrisi di simboli e riferimenti religiosi e culturali sudamericani. Quest’opera dai toni caldi raffigura un’imponente figura femminile, un motivo ricorrente nell’arte di Inti.

“Grand Elephant” di ROA – 81, boulevard Vincent Auriol

ROA, un artista di strada belga, è famoso per le sue rappresentazioni in bianco e nero di animali, spesso in pose realistiche. Questo gigantesco elefante, dipinto su un edificio, è una delle opere più impressionanti del 13° arrondissement.

Tappa 2: Rue Jeanne d'Arc

“Liberté, égalité, fraternité” di OBEY (Shepard Fairey) – 141, rue Jeanne d’Arc
Shepard Fairey, meglio conosciuto come Obey, è una figura chiave della street art internazionale, particolarmente noto per il suo celebre ritratto di Obama. Questo affresco, realizzato in omaggio ai valori repubblicani francesi, è realizzato nello stile grafico e iconico di Obey.
Nel 13°, c'è un murale ad ogni angolo!
“Croisement entre tradition et modernité” di C215 – Rue Jeanne d’Arc
C215, un altro artista famoso, è di Parigi. È conosciuto soprattutto per i suoi stencil dettagliati e colorati che raffigurano i volti di personaggi anonimi e famosi.
Le sue opere sono sparse per tutto il quartiere. Passeggiando lungo Rue Jeanne d'Arc, potresti incontrarne diversi.

Tappa 3: Boulevard Vincent Auriol

Affresco di D*Face – Boulevard Vincent Auriol

Questo artista britannico, noto per il suo stile pop art, spesso ironico e provocatorio, ha realizzato un affresco su una delle grandi pareti del viale. L'affresco raffigura un volto stilizzato, tipico del suo approccio decostruttivista alle icone della cultura popolare.

Opere di Jef Aérosol – Quai de la Gare (metro 6)

Jef Aérosol, pioniere della street art in Francia, ha decorato diversi punti del 13° arrondissement con le sue espressive sagome in bianco e nero. Troverai in particolare ritratti di bambini o musicisti nel suo caratteristico stile stencil.

Tappa 4: Rue du Chevaleret e dintorni

“Astronauta” di Invader – Vicino a rue du Chevaleret
Invader, famoso per i suoi mosaici ispirati al videogioco Space Invaders, ha sparso le sue opere per tutta Parigi. Il 13 ne ha diversi, spesso nascosti agli angoli delle strade. Questo mosaico di un astronauta è un sottile riferimento all'esplorazione urbana.
“Atlante” di Maye – Rue du Chevaleret
L'artista francese Maye ha realizzato un affresco di grandi dimensioni che rappresenta un personaggio surrealista dalla silhouette allungata, simbolo dell'interazione tra passato e futuro.

Tappa 5: La Butte aux Cailles

Affreschi di Miss.Tic – quartiere Butte aux Cailles

Miss.Tic è un'altra figura di spicco della street art parigina, nota per i suoi stencil che mescolano volti femminili e aforismi poetici o impegnati. Il quartiere Butte aux Cailles, con le sue stradine e le case colorate, è uno dei luoghi dove trovare molte delle opere dell'artista.

“Boulevard Paris 13” – Affreschi giganti del quartiere

Questo progetto artistico ha visto artisti provenienti da tutto il mondo realizzare giganteschi murales sulle facciate degli edifici. Tra questi, Conor Harrington, Jorge Rodriguez-Gerada e Pantonio.

Fine del percorso: Parc de Choisy

Varie opere nel parco – Parc de Choisy

Il parc de Choisy ospita nei suoi spazi verdi alcune opere di street art, tra cui creazioni di artisti locali meno conosciuti.

Se vuoi essere guidato passo dopo passo in questo percorso, puoi scaricare l'applicazione "Street Art 13" che elenca e geolocalizza tutte le opere del quartiere, facilitando la tua passeggiata.

lunedì 30 dicembre 2024

Il 2024 a Parigi

La montgolfière abritant la flamme olympique
L'anno 2024 a Parigi è stato caratterizzato da numerosi eventi importanti, che hanno riguardato diversi settori come lo sport, la cultura e la storia. L'evento di punta dell'anno sono stati senza dubbio i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024. Contrariamente alla scelta fatta da diverse città che hanno ospitato i Giochi Olimpici negli anni, Parigi ha scelto di effettuare le gare in luoghi emblematici della città, come lo Stade de France o addirittura ai piedi della Torre Eiffel.

A latere delle competizioni sportive, le Olimpiadi della Cultura hanno proposto una serie di eventi artistici, tra cui mostre, spettacoli e installazioni, che illustrano il legame tra sport e cultura.

Dopo diversi anni di ristrutturazione, il Grand Palais ha riaperto le porte, ospitando importanti mostre e diventando ancora una volta un centro nevralgico della cultura parigina.

Il Museo d'Orsay ha proposto la mostra immersiva sugli impressionisti, "Paris 1874", un'esperienza che ha rievocato l'atmosfera della prima mostra impressionista.

Nel dicembre 2024, un altro momento clou è stata la riapertura della Cattedrale di Notre-Dame. Dopo il devastante incendio dell'aprile 2019, l'edificio ha riaperto le sue porte l'8 dicembre 2024, segnando un momento commovente per i parigini e i visitatori di tutto il mondo.

Questi eventi hanno contribuito a rafforzare la posizione di Parigi come capitale della cultura, offrendo ai residenti e ai visitatori un programma ricco e diversificato per tutto l'anno. Vedremo cosa ci riserverà il 2025! Buon anno!

sabato 21 dicembre 2024

Le vetrine natalizie

Le vetrine animate di Natale a Parigi sono una tradizione festiva. L'idea di decorare le vetrine per le festività natalizie cominciò ad emergere con la comparsa dei grandi magazzini, come Le Bon Marché, che fu uno dei primi a Parigi a sviluppare il concetto di vetrina commerciale. Le decorazioni giocavano su temi festivi e stagionali per attirare clienti.

Un momento dell'animazione di quest'anno di
una delle vetrine del Bon Marché
Negli anni '20 e '30 le vetrine iniziarono a diventare più elaborate. Nel secondo dopoguerra, l'innovazione tecnologica permise l'introduzione di meccanismi animati, trasformando le vetrine in veri e propri spettacoli. Grandi magazzini come le Galeries Lafayette, Le Printemps e La Samaritaine hanno reso popolare questa pratica aggiungendo pupazzi, automi e scene in miniatura che rappresentano fiabe o paesaggi invernali. L'idea era quella di offrire un'esperienza magica ad adulti e bambini, raccontando storie.

Negli anni Cinquanta e Sessanta le vetrine divennero delle vere e proprie attrazioni, e intere famiglie hanno cominciato a spostarsi per ammirarle. Durante questo periodo si cominciarono a sviluppare musiche, luci e scenografie più dettagliate.

Nel corso del tempo, le vetrine natalizie sono diventate sempre più sofisticate, prevedendo spettacoli di luci, animazioni elettroniche e persino collaborazioni artistiche. Oggi le vetrine dei grandi magazzini parigini sono un evento imperdibile durante la stagione invernale. Ogni anno, squadre di decoratori, scenografi e artisti lavorano per mesi per creare temi originali e magici, con l'integrazione di tecnologie come l'illuminazione a LED e gli effetti digitali. Le Galeries Lafayette e Le Printemps rimangono pionieri di questa tradizione, inaugurando ogni anno vetrine spettacolari e spesso accompagnate da eventi speciali. Ogni anno le vetrine attirano migliaia di visitatori nel periodo natalizio, e sono ormai un vero e proprio evento culturale e turistico nella capitale francese.

venerdì 13 dicembre 2024

Storia parigina

Non ho sempre vissuto a Parigi. Ecco un testo nostalgico, scritto pensando all'epoca in cui ci venivo da sola dopo un colpo di testa e c'era ancora la carte orange invece del pass navigo...


Arrivo a Parigi al mattino. Il marciapiede della stazione è una prefigurazione di ciò che mi aspetta. Un campionario di esseri umani dagli occhi appiccicosi per la nottata in treno ma illuminati dall'emozione dell'arrivo. I treni per Parigi partoriscono un'umanità pacifica e stupita. Chi viene da fuori dovrebbe sempre attivare gradualmente i propri sensi, per non lasciarsi sopraffare dalla città. Ho elaborato un rito per affrontarla senza farmi fagocitare. Prima di telefonare a chi mi può ospitare per qualche notte, guardo gli occhi degli altri viaggiatori, e cerco di cogliervi il colore del cielo di Parigi. Se il mio bagaglio non è troppo pesante e la luce è propizia mi avvio a piedi dalla Gare de Lyon verso Place d'Aligre, a due passi dalla stazione. Con un po' di fortuna, è il giorno del mercatino. Mi piace guardare Parigi da qui. I colori delle anticaglie made in Taiwan, le espressioni dei venditori assonnati, la luce che si trasforma in polvere mi sorprendono ogni volta. E ogni volta li osservo fino a percepire qualcosa di Parigi che mi era sfuggito fino a quel momento.


Mi concentro sul tatto e tocco tutti gli oggetti esposti sui tavolacci o per terra, scatenando il furore dei venditori. Leggo il braille di questo luogo: sento la trama dei tessuti che non si fabbricano più, faccio scivolare i polpastrelli sui soprammobili di vetro soffiato, sfioro le cianfrusaglie come se fossero gioielli preziosi. Io sono nelle mie dita, e grazie al senso del tatto percepisco la patina che ricopre quelle anticaglie a poco prezzo. Scelgo un oggetto. Un fermacarte di legno caldo e liscio. Mentre l'ho tra le mani, senza farmi notare, lo avvicino al naso. Sento la storia del legno attraverso il suo odore. Poi sfoglio i libri vecchi e ne annuso la polvere. L'odorato mi permette di avvertire per la prima volta l'aggressività della città: sento puzza di Parigi, dei bidoni della spazzatura chiusi male, degli escrementi di cane che costellano i marciapiedi. A questo punto spontaneamente le mie orecchie si lasciano invadere dal suono del francese. Comincio a contrattare i prezzi e ad ascoltare le voci. Parlo a un venditore di quel fermacarte di ebano che so troppo caro solo per sentire la lingua francese che mi riempie la bocca e mi modifica l'espressione del viso. Prima di ripartire mangio qualcosa, nulla di pretenzioso, per completare il mio risveglio sensoriale. Mi fermo in una panetteria o al supermercato che ha infestato per anni la piazza con un'enorme sagoma di Zidane e lo slogan: J'aime bien vous faire gagner, che significa amo farvi vincere, ma anche amo farvi guadagnare. Solo dopo questa complicata iniziazione sono pronta per la città.


Quando il mio rito propiziatorio è efficace, mi permette di entrare in un mondo glassato. Le persone che esplorano, percorrono, vivono Parigi, sono molto diverse tra loro. L'impossibilità di catalogare i loro bisogni ha semplificato il linguaggio usato dalla città per comunicare con loro, ma ne ha conservato la magia. Infatti non basta che le istruzioni per l'uso di Parigi siano chiare e fruibili. Per incontrare i gusti di ogni passante devono essere anche accattivanti. Queste necessità pratiche e comunicative hanno favorito l'enorme diffusione dei gadget metropolitani. I cartoncini variopinti e traslucidi che veicolano i messaggi tra Parigi e i suoi ospiti sono un modo per la città di imporsi seducendo. Il fascino pop della carte orange trasforma quest'abbonamento ai trasporti parigini in oggetto di attenzioni feticiste. Tornati a casa la si conserva, gli adolescenti la incollano sul diario, i superstiziosi la relegano in fondo a un cassetto per non cestinare la propria immagine. La carte orange infatti, ci guarda con i nostri occhi piantati in mezzo a un rettangolino dai colori sgargianti. Ha un potere simbolico e rituale: non scade mai, non è cedibile, è personalizzata con dati anagrafici e firma, segue il viaggiatore fino alla morte. Il numero della tessera ci compenetra a sua volta e diventa noi. All'inizio di ogni mese o di ogni settimana, si compra il coupon delle dimensioni di un biglietto del métro ma dai colori coordinati a quelli della carta, e il modo per prenderne possesso, per renderlo inalienabile, è scriverci sopra il numero della carte orange, il proprio numero, accettando implicitamente di essere riconosciuto come P 185954 ad ogni spostamento. Una volta entrati in questo sistema, si può inserire il coupon nella tasca prevista a questo scopo nel porta-carte orange, e godere dell'ineffabile scintillio dell'ologramma che vi è stampigliato sopra. Molti altri oggetti prodotti dalla città possiedono un magnetismo paragonabile a quello della carte orange. Le schede telefoniche, i biglietti del métro, le tessere di accesso alle biblioteche, le carte fedeltà dei negozi, i settimanali dedicati alle iniziative cittadine ci fanno sentire membri di un club esclusivo. Siamo felici di lasciarci andare alla dimensione meravigliosa e irreale creata da questi oggetti. Ci perdiamo senza timori nel mondo dei collezionisti di carte telefoniche avvertendo oscuramente di essere al sicuro, controllati da un fratello maggiore...


Mi è capitato spesso di intravedere l’essenza di questa città polimorfa in momenti dai quali non mi aspettavo nulla di particolare. Squattrinata come sono, ciclicamente mi si pone il problema di mangiare cibi passabilmente freschi, o almeno non in scatola, senza spendere una follia. A Parigi la combinazione di queste due condizioni è un vero lusso. Ottenerne solo una, invece non è difficile. Spiedini di carne avariata o bruciata sono rintracciabili a un prezzo onesto nei quartieri più malfamati, mentre frutta e verdure freschissime si trovano in certi ristoranti dai prezzi proibitivi. Così quando ho la fortuna di avere una cucina a disposizione mi lancio sui mercati alimentari. Quando decisi di andare per la prima volta al marché Dejean, probabilmente uno dei più conosciuti, sbagliai i calcoli. Quando scesi al métro Château-Rouge mi accorsi che per quel giorno non avrei mangiato. I marciapiedi erano coperti di ortaggi schiacciati e di stracci variopinti. Gli ultimi camioncini stavano partendo rapidamente lasciando le cassette di legno accatastate per terra. Gli stracci che assorbono l'acqua all'imboccatura delle buche di scarico erano coperti di torsoli e di scarti vegetali. Il mercato era finito. Avevo passato un'ora in métro, perciò non me ne andai subito. Cominciai a vagabondare inebriandomi del puzzo di marcio delle verdure calpestate dai passanti. Ma non ebbi il tempo di vivere davvero quel decadimento perché alla fine della strada comparve un magrolino con jeans bucati, giacca di pelle, un grosso cane senza guinzaglio e molte pulci. Sembrava simpatico, forse perché i capelli un po' decolorati fuggivano in tutte le direzioni, in un tentativo di dreadlocks reso vano dalla sua capigliatura liscissima. Ci guardammo un istante, credevo si trattasse di uno dei tanti passanti di Parigi che mi avrebbero cambiato per sempre senza rivolgermi la parola. Invece, nel momento in cui ci incrociammo disse: "Liberté dans la vie." E prima che potessi stupirmi: "et dans l'amour...". Poi cominciò a parlarmi, come se mi conoscesse da sempre: "Vero? La libertà è la cosa più importante." E in piedi in mezzo alla strada, con il cane pulcioso che ci scodinzolava attorno, cominciammo a parlare della libertà. Di libertà, uguaglianza e fraternità. Tuttora, quando penso a Parigi, la mia mente corre verso quest’immagine incongrua.

Pour lire cette histoire en français, clique ici: 

martedì 10 dicembre 2024

La storia del posto in cui vivo: il 14o arrondissement


Vivo nel quattordicesimo arrondissement di Parigi, al quale sono particolarmente legata per una serie di motivi. Conosciuto per i suoi quartieri vivaci e diversificati come Montparnasse, Alésia e Plaisance, questo arrondissement è oggi un vero crocevia di arte, urbanistica moderna e tradizioni parigine. Ma per comprenderne l’anima bisogna guardare alla sua storia, fatta di trasformazioni sociali, culturali e urbane.

Prima di essere integrato a Parigi nel 1860, durante l'ampliamento della capitale deciso da Napoleone III, il territorio del XIV arrondissement era costituito prevalentemente da piccoli villaggi agricoli. Oggi se ne trovano facilmente tracce, perché passeggiando in questa zona, spesso si vedono strade di ciottoli fiancheggiate da piante (e talvolta anche da qualche animale da fattoria) che fanno capolino dall'interno di insospettabili edifici dall'aspetto perfettamente urbano. Frazioni come Petit-Montrouge, Plaisance e Montsouris, tutte circondate da terreni agricoli, hanno svolto un ruolo importante nella costruzione di Parigi, in particolare grazie allo sfruttamento delle cave di calcare che sono state utilizzate per costruire numerosi monumenti parigini. Successivamente queste cave hanno ospitato le catacombe, che oggi costituiscono un'importante attrazione turistica. Con l'annessione di questi comuni nel 1860 si formò l'attuale 14° arrondissement, caratterizzato da una rapida urbanizzazione e da una riorganizzazione del territorio. Da allora in poi quella che un tempo era una zona rurale e periferica divenne parte integrante della città, dotandosi progressivamente delle sue moderne infrastrutture.

Anche la costruzione della stazione Montparnasse negli anni Quaranta dell'Ottocento e della tour Montparnasse negli anni Sessanta e Settanta del novecento hanno contribuito al cambiamento del carattere dell'arrondissement. Sebbene la torre abbia suscitato controversie estetiche, rimane un simbolo dell'architettura moderna a Parigi. Il quartiere di Montparnasse ha svolto un ruolo centrale per gli artisti all'inizio del XX secolo, poiché ha attirato numerose figure artistiche e intellettuali da tutto il mondo. Negli anni '20 e '30, artisti come Pablo Picasso, Amedeo Modigliani e Jean Cocteau vivevano lì e frequentavano caffè come La Rotonde, Le Dôme e La Coupole. Questi divennero luoghi d'incontro leggendari, dove pittori, poeti e scrittori si riunivano per discutere, creare e ispirarsi a vicenda. Il quartiere Montparnasse fu soprannominato all'epoca la “Nuova Atene”, ha visto la nascita del movimento surrealista e ha ospitato il debutto di molte stelle dell'arte e della letteratura del XX secolo. Ancora oggi si avverte l'eco di questo periodo prospero in rue de la Gaité con i suoi teatri sempre pieni. Più a sud, sempre nel 14°, vicino al Parc Montsouris, si trova anche un quartiere degli artisti, riconoscibile per le grandi vetrate che caratterizzano gli appartamenti-atelier. Nella stessa zona si trova anche il laboratorio-museo Chana Orloff visitabile su prenotazione.

Oggi, il 14° arrondissement continua ad evolversi. I suoi quartieri, ciascuno con la propria identità, uniscono modernità e tradizione. Il parco Montsouris offre un'oasi di pace agli abitanti, mentre le vivaci strade del quartiere Alésia attirano gli amanti dello shopping. Gli spazi verdi, le scuole e i centri culturali ne fanno un luogo popolare in cui vivere per famiglie e studenti. La rete degli hypervoisins, una rete Facebook e Whatsapp che riunisce gli abitanti del 14° arrondissement, testimonia il clima di solidarietà che si respira nel quartiere. Il 14° arrondissement resta anche un luogo di memoria, dove la storia si mescola alla vita quotidiana. Gli antichi atelier degli artisti di Montparnasse convivono con edifici moderni, mentre i caffè storici continuano ad accogliere scrittori e sognatori.

Che si tratti di passeggiare per le strade di Plaisance, visitare le Catacombe o godersi la vista panoramica dalla torre di Montparnasse, questo quartiere offre un ricco panorama della storia e della diversità parigina.

giovedì 5 dicembre 2024

Notre Dame torna a casa


 Il 15 aprile 2019 si è verificato uno degli eventi più tragici della storia recente di Parigi: un incendio ha devastato la cattedrale di Notre-Dame, uno dei monumenti più emblematici della capitale e capolavoro dell'architettura gotica. L'incendio è scoppiato intorno alle 18:30 sotto la struttura del tetto in legno, detta anche "il bosco" per il gran numero di travi di quercia che la componevano, alcune risalenti al XIII secolo. Nel giro di poche ore le fiamme si sono propagate rapidamente, distruggendo gran parte del tetto e mettendo a rischio l'intera struttura.

L'immagine della guglia di Notre-Dame, progettata dall'architetto Eugène Viollet-le-Duc nel XIX secolo, che crolla sotto le fiamme, ha impressionato il mondo. I vigili del fuoco hanno lottato per quasi 15 ore per tenere sotto controllo l'incendio, evitando la completa distruzione dell'edificio. L'origine esatta dell'incendio resta incerta, ma gli investigatori propendono per l'ipotesi accidentale, legata ai lavori di ristrutturazione in corso in quel momento. La struttura in legno, molto vecchia, era particolarmente vulnerabile agli incendi. Durante le indagini non è stata scoperta alcuna traccia di attività criminale.

Una delle perdite simbolicamente più significative è stata appunto quella della guglia, ma quasi tutto il tetto, compresa la struttura medievale in legno, fu distrutto. Sebbene l'incendio abbia interessato principalmente l'esterno, sono state colpite anche parti dell'interno, comprese alcune volte che sono crollate sotto il peso del tetto in fiamme. La maggior parte dei tesori di Notre-Dame, come la Corona di Spine (preziosa reliquia), la tunica di San Luigi e altri oggetti religiosi, sono stati salvati grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco e delle autorità.

Subito dopo l’incendio, i donatori si sono mobilitati in Francia e all’estero per avviare immediatamente la ricostruzione. La struttura è stata stabilizzata e l'edificio protetto dalle intemperie. Dopo un dibattito pubblico, si è deciso di ricostruire la cattedrale identica a com'era. Il presidente Macron ha confermato che la guglia sarebbe stata ricostruita secondo i piani originali di Viollet-le-Duc entro 5 anni.

È infatti da pochi giorni che la statua di Notre Dame è tornata in chiesa, e domani, 7 dicembre, avrà luogo l'inaugurazione ufficiale, accompagnata da cerimonie religiose. L'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, avrà luogo la prima messa e la consacrazione dell'altare.

sabato 30 novembre 2024

I mercatini di Natale


Potrebbe sembrare un po' presto, ma Parigi ha già iniziato la sua trasformazione per le festività natalizie, con numerosi mercatini di Natale che offrono prodotti artigianali, specialità culinarie e un'atmosfera festosa. Che si voglia fare shopping, degustare specialità o anche soltanto godersi l'atmosfera festosa, ogni mercato ha il suo fascino e permette di trascorrere un momento indimenticabile nel cuore della Ville Lumière. Ecco una breve descrizione dei mercati principali, (ma Parigi ne ospita molti altri):


Mercatino di Natale delle Tuileries

Questo mercato iconico offre chalet in legno, illuminazioni suggestive e una varietà di prodotti artigianali, decorazioni e prelibatezze. Non perdetevi la ruota panoramica per una vista mozzafiato di Parigi.

Date: dal 16 novembre 2024 al 1 gennaio 2025

Luogo: Jardin des Tuileries

Mercatino di Natale della Défense

Uno dei mercati di Natale più grandi della regione, con oltre 300 chalet. Godetevi una variegata selezione di prodotti provenienti da tutto il mondo, dalla gastronomia all'artigianato. È prevista anche l'animazione per i bambini.

Date: dal 14 novembre al 29 dicembre 2024

Luogo: Esplanade de la Défense

Mercatino di Natale di Abbesses (Montmartre)

Questo mercato affascinante, dall'atmosfera più intima, offre creazioni artigianali e delizie culinarie. Godetevi l'atmosfera pittoresca di Montmartre, con spettacoli di strada e concerti.

Date: dal 24 novembre 2024 al 7 gennaio 2025

Luogo: Place des Abbesses

Mercatino di Natale di Saint-Germain-des-Prés

Un mercato chic ed elegante, con prodotti artigianali, gioielli e specialità gastronomiche. L'atmosfera è resa festosa da piccoli concerti di strada

Date: dal 26 novembre 2024 all'1 gennaio 2025

Luogo: Place Saint-Germain-des-Prés

Villaggio di Natale di Notre Dame

Un mercato nel cuore di Parigi dedicato al made in France. Gli stand sono stati selezionati per la qualità dei prodotti proposti. C'è anche qualche stand di ristoratori locali. Assaggiate lo street food tipicamente francese e ammirate le decorazioni particolari.

Date: dal 29 novembre al 25 dicembre 2024

Luogo: Square René Viviani - Quai de Montébello

Mercatino di Natale Alsaziano

Un mercatino in cui trovare prodotti tipici alsaziani, addobbi e idee regalo. Sono previsti anche concerti e piccoli spettacoli.

Date: dal 29 novembre al 15 dicembre 2024

Luogo: Gare de l'Est - lato rue de l'Alsace

Parigi propone anche mercati-evento della durata di un solo weekend, dedicati di solito a un paese o a un'area geografica. Per esempio segnalo il mercato svedese, che finisce oggi alle 17h00 alla chiesa svedese di Parigi al 9, rue Médéric oppure il mercato di natale Afro-caraibico, previsto per il prossimo weekend (7 e 8 dicembre) alla Galerie Joseph, al 116 di rue de Turenne.

Gli orari possono variare a seconda del mercato e talvolta a seconda del meteo. Verifica gli ultimi dettagli su internet prima di spostarti.

giovedì 28 novembre 2024

Luoghi


Le città in cui ho vissuto mi hanno offerto la possibilità di riflettere sullo spazio urbano, in particolar modo quando è stato narrato da scrittori che amo. I romanzi di Daniel Pennac, cui ho dedicato la mia tesi di laurea, hanno costituito il primo stimolo a guardare Parigi con altri occhi. Da questa ricerca è nata una guida letteraria scritta in collaborazione con Anusca Ferrari. La scoperta di una possibile intersezione tra il mondo urbano e quello letterario mi è stata utile per leggere i romanzi come città testuali, e i luoghi reali come punti di partenza per una serie di variazioni letterarie. È stato interessante percorrere all’inverso il cammino del romanziere. Io e Anusca siamo partite dalla narrazione del luogo per arrivare ai luoghi delle narrazioni, in cui si iscrive la traccia di inimmaginabili vicende urbane. Queste sono spesso talmente inverosimili, che quando non sono taciute dai romanzi, vengono considerate frutto della fantasia dell’autore.
In particolare, Belleville. L'altra Parigi di Daniel Pennac propone la ricerca di alcuni personaggi in una Parigi alternativa agli itinerari conosciuti. Dopo una prima larga panoramica, l’inquadratura si stringe sul quartiere di Belleville, quartiere parigino dalle vicende tormentate, luogo in cui abita la tribù Malaussène, e microcosmo cristallizzato in forti percezioni sensoriali, spesso contrapposto al resto di Parigi, falsa e violenta. Il lettore è accompagnato alla scoperta di una città reale, e si accorgerà presto che in molti casi, per vedere le vestigia del carattere peculiare e rivoluzionario che ha sempre caratterizzato il quartiere di Belleville, o per cogliere il mistero e l’ironia che uniscono i suoi esotici abitanti, basta osservare con più attenzione. La città per Pennac è pretesto alla scrittura e alla creazione, topos di invenzioni, fonte del romanzesco. In questa spirale creativa, l’autore rinnova e personalizza il concetto di mito, e rinfresca i clichés letterari di una Parigi ricca d’immagini.

Il passaggio dalla rappresentazione letteraria di una (ex) periferia allo studio di una letteratura considerata “periferica” è naturale senza essere scontato. 
Il soggiorno di ricerca in Martinica, così importante per me dal punto di vista
umano, mi ha portato ad approfondire lo studio del rapporto tra urbanistica e letteratura. Fort-de-France è stata una continua scoperta per una lettrice maniacale come me. In qualsiasi posto andassi, mi sembrava di entrare in un romanzo, anche perchè, in pieno dottorato, ero immersa in quella cultura e in quell'ambiente, pur non essendovi mai entrata in contatto diretto. I giardini pubblici, chiamati Savane, erano per me il luogo della morte di Solibo Magnifique, uno dei personaggi di Chamoiseau. La biblioteca Schœlcher risvegliava ricordi di descrizioni austere, in particolare del timore reverenziale suscitato nei personaggi di Confiant. Quanto al vecchio municipio,è stato lì che ho incontrato Aimé Césaire, che fino a quel momento per me era una figura astratta, il poeta per antonomasia!
Anche le periferie di Fort-de-France che, come ovunque, hanno un aspetto vagamente inumano e impersonale, hanno costituito una tappa importante delle mie peregrinazioni. Il Morne Pichevin, il cui aspetto odierno ha ben poco in comune col quartiere malfamato e misterioso che evocano i romanzi di Confiant, conserva ancora qualche vestigia degli anni (’50 e ’60) che lo hanno reso famoso. Dato che me lo avevano sconsigliato, sono andata anche a Texaco, la famosa bidonville che ha ispirato un romanzo di Chamoiseau. Non mi sono mai sentita in pericolo: la ristrutturazione lo sta trasformando quasi in un quartiere residenziale, che come molte altre periferie, diventa losco dopo il calar del sole. Il confronto tra questi luoghi e le narrazioni che avevano ispirato, la constatazione di una sensibilità urbana e architettonica diversa da quella che mi era familiare, mi hanno portato a progettare un’altra guida letteraria: Fort-de-France o la città invisibile, nella quale sostengo che alcune delle caratteristiche proprie a Fort-de-France siano un lascito delle logiche della piantagione. In particolare, l’incertezza toponomastica della capitale Martinicana sembra corrispondere alla pratica del “nome segreto”.

Anche Modena, la città dove ho vissuto più a lungo, mi ha ispirato un progetto sullo spazio urbano e sulla sua ricaduta sulle nostre vite. In particolare, grazie al sostegno della Casa delle culture e al finanziamento della Cassa di risparmio, ho condotto un'indagine sul rapporto tra i cittadini extracomunitari e la mia città... Ho intervistato persone di età diverse e con storie diverse, accomunate soltanto dalla residenza a Modena e dall'esperienza di vita in almeno due paesi. Modena extra… ordinaria, è il risultato delle mie ricerche. Il libro è arricchito dalle fotografie del mio amico e fotografo Enrico Bertani.

mercoledì 27 novembre 2024

Uno sguardo particolare su Parigi

Parigi da sempre suggerisce romanzi e ispira versi a flâneurs e ad altri amanti dei paesaggi urbani. È raro che gli scrittori che hanno vissuto a Parigi non abbiano riflettuto almeno una volta su Parigi come luogo, città, personaggio.

Dany Laferrière ha un percorso biografico peculiare. Avendo vissuto spesso in città, ha scritto numerosi romanzi che acquisiscono il loro significato più compiuto proprio in rapporto all'immaginario urbano. Ora che vive prevalentemente a Parigi - dove si è trasferito in seguito al suo ingresso all'Académie Française - Laferrière ha inventato il genere dei "romanzi disegnati", il primo dei quali, Autoportrait de Paris avec chat (pubblicato nel 2018) è un omaggio a Parigi, l'ultima città che lo ha accolto. Nell'aprile di quest'anno, nel giorno del suo compleanno, Laferrière ha inaugurato una mostra a cielo aperto sul Pont des Arts composta da tavole selezionate tratte dai suoi romanzi disegnati.



Ecco alcune immagini di una delle tavole, della conferenza che ha inaugurato la mostra e di me con l'autore all'Académie Française. La mostra non è più visibile, perché continua il suo viaggio intorno al mondo, ma i romanzi di Laferrière – disegnati e non – si trovano ovunque. Questo è il mio consiglio di lettura di oggi!




giovedì 21 novembre 2024

Parigi, Novembre, Victor Hugo e la sua casa

Novembre a Parigi mi ricorda una famosa poesia di Victor Hugo, di cui inserisco qui qualche verso in lingua originale:

Lo scrittoio a cui Victor Hugo scriveva nudo
Quand l’Automne, abrégeant les jours qu’elle dévore,
Éteint leurs soirs de flamme et glace leur aurore,
Quand Novembre de brume inonde le ciel bleu,
Que le bois tourbillonne et qu’il neige des feuilles,
Ô ma muse ! en mon âme alors tu te recueilles,
Comme un enfant transi qui s’approche du feu.

Devant le sombre hiver de Paris qui bourdonne,
Ton soleil d’orient s’éclipse, et t’abandonne,
Ton beau rêve d’Asie avorte, et tu ne vois
Sous tes yeux que la rue au bruit accoutumée,
Brouillard à ta fenêtre, et longs flots de fumée
Qui baignent en fuyant l’angle noirci des toits.
Alors s’en vont en foule et sultans et sultanes,
Pyramides, palmiers, galères capitanes,
Et le tigre vorace et le chameau frugal,
Djinns au vol furieux, danses des bayadères,
L’Arabe qui se penche au cou des dromadaires,
Et la fauve girafe au galop inégal !
[...]
Pleurant ton Orient, alors, muse ingénue,
Tu viens à moi, honteuse, et seule, et presque nue.
– N’as-tu pas, me dis-tu, dans ton coeur jeune encor
Quelque chose à chanter, ami ? car je m’ennuie
A voir ta blanche vitre où ruisselle la pluie,
Moi qui dans mes vitraux avais un soleil d’or !

Un particolare della salle chinoise
Colgo l'opportunità fornita dalla malinconia di novembre per farvi visitare la Maison de Victor Hugo, situata al 6 di place des Vosges, nel 4° arrondissement di Parigi. Questo museo letterario, allestito nell'ex appartamento dello scrittore, è un vero e proprio viaggio nel mondo dell'autore di Les Misérables e Notre-Dame de Paris.

Victor Hugo risiedette in questo appartamento al 2° piano dal 1832 al 1848, in un periodo particolarmente creativo. Vi scrisse diverse opere importanti e poesie poi confluite in Les Chants du crepuscule nonchè una parte di Ruy Blas, la sua famosa opera teatrale.

Il percorso del museo è diviso in tre parti corrispondenti alle principali fasi della vita di Hugo: prima dell'esilio, durante l'esilio a Guernsey e Jersey e dopo l'esilio. Il percorso permette di scoprire oggetti personali, manoscritti, illustrazioni e opere d'arte a lui care. Ogni pezzo riflette sia il suo stile di vita sia i suoi gusti eclettici. La salle chinoise, in particolare, testimonia l'interesse di Hugo per le arti orientali.

La Maison de Victor Hugo offre un'esperienza coinvolgente durante la quale percepire lo spirito creativo e la personalità dello scrittore. Oltre ai suoi mobili e oggetti personali, il museo espone ritratti e opere realizzate dallo stesso Hugo, che era anche un talentuoso disegnatore.

L'appartamento si affaccia sulla magnifica Place des Vosges, la piazza più antica di Parigi, e dopo la visita è possibile passeggiare per questo quartiere storico del Marais, magari cercando di catturare un'ispirazione letteraria.

La Maison de Victor Hugo è un viaggio nell'intimità di un genio che ha lasciato il segno per sempre a Parigi e nel mondo.

sabato 16 novembre 2024

Mondi immaginari

Resta ancora un mesetto per poter visitare gratuitamente la mostra Les mondes imaginaires all'espace Monte Cristo, uno spazio dedicato alla promozione della scultura contemporanea che si trova nel 20° arrondissement.  La mostra ha fatto furore dal momento della sua inaugurazione in aprile, non solo perché non è necessario prenotare l'orario di visita (circostanza piuttosto rara dai tempi della pandemia), ma soprattutto perché gli artisti esposti hanno saputo proporre opere in dialogo con ogni tipo di pubblico. 
Una in particolare mi ha fatto pensare al progetto STRIP di cui ho parlato più volte. Si tratta di In tissu, un'opera di Julia Maria López Mesa nella quale ci si può accomodare. Questa specie di capanna è stata costruita in modo partecipativo con pezzi di tessuto che erano significativi per i donatori, e sedendoci si dentro, si sentono le storie dei vestiti e degli accessori che costituiscono fisicamente l'opera.
Anche le altre sculture esposte mi hanno interpellato, sia per la loro riflessione sull'ecologia, sulla memoria, sulla partecipazione e sul nostro mondo in generale, sia per il loro valore estetico e per il carattere spesso interattivo. 
Viene proposto anche un percorso per bambini, la maggior parte delle sculture sono interattive e offrono piste di riflessione stimolanti grazie alle didascalie, complete senza essere verbose. Buona visita!

 In tissu, di Julia Maria López Mesa 

lunedì 4 novembre 2024

Tombe e letteratura

Halloween è passato, ma in questo periodo dell'anno Parigi propone diverse iniziative a tema. Il Jardin d'Acclimatation, ad esempio, continua a presentare attività, spettacoli e giostre sul "dia de los muertos" fino all'11 novembre. Anche il parco Asterix propone eventi a tema fino alla fine della settimana. Le decorazioni di alcune attività commerciali continuano a mostrare, anche in questi giorni, riferimenti alle festività dei morti soprattutto messicane o statunitensi.

Il Musée du Quai Branly propone invece, fino al 16 febbraio, una mostra etnografica sul mito originario dello zombie, in particolare nella cultura haitiana. Tuttavia, sebbene gli organizzatori abbiano scelto di inaugurare questa mostra in questo periodo, il sincretismo che ha portato alla figura dello zombie non ha nulla a che vedere con Halloween. Ne riparleremo.

In ogni caso, questo primo post tematico di questo nuovo blog deve per forza toccare il tema della morte, perché ogni rinascita che si rispetti scaturisce da una morte più o meno simbolica. Vi propongo dunque un percorso letterario tra i cimiteri di Parigi. Il mio consiglio preliminare è di controllare attentamente gli orari di apertura che possono variare durante l'anno, a meno che non vogliate vivere un'esperienza davvero da brividi e rimanere rinchiusi in un cimitero. Se è così, sappiate che questi grandi cimiteri urbani ospitano molti animali selvatici, tra cui ad esempio le volpi. Per trovare la posizione esatta delle tombe dovrebbe essere sufficiente Google Maps, ma ci sono molti siti che indicano l'ubicazione delle tombe famose.

Un'altra consegna importante da rispettare è il silenzio. Questi cimiteri - e in particolare quello del Père Lachaise - possono anche essere mete turistiche, ma restano soprattutto luoghi di contemplazione. Il mio ultimo consiglio è di portarsi un'opera degli autori preferiti di cui si ha intenzione di visitare le tombe.

La tomba di Serge Gainsbourg a Montparnasse

Cimitero del Père-Lachaise

Il cimitero Père Lachaise fu inaugurato nel 1804, ma non fu subito apprezzato dai parigini per vari motivi, tra cui la posizione, all'epoca molto lontana dal centro. Così, per conferire più prestigio a questo cimitero, si decise di trasferirvi i corpi di Molière e La Fontaine, morti rispettivamente nel 1673 e nel 1695. L'idea fu molto efficace, perché circa dieci anni dopo il Père Lachaise conteneva circa 33.000 tombe, ovvero molte di più rispetto alle 2.000 che ospitava prima del trasferimento dei corpi dei due illustri artisti. Va tuttavia sottolineato che è molto improbabile che i resti custoditi al Père Lachaise siano realmente quelli di Molière e di La Fontaine.

Tuttavia, questo emblematico cimitero ospita, tra gli altri, le tombe di Honoré de Balzac, Marcel Proust, Gérard de Nerval, Guillaume Apollinaire, Paul Éluard, Alphonse Daudet, Colette, Anna De Noailles, Georges Perec e Oscar Wilde. La tomba dell'autore irlandese, decorata con un angelo di pietra, è stata oggetto di un bizzarro rituale negli anni '90. Tra gli ammiratori di Oscar Wilde si era ormai consolidata l'abitudine di lasciare un bacio con il rossetto sulla sua tomba, senz'altro per ricordare che Wilde fu imprigionato per un bacio, appunto. Nel corso degli anni, purtroppo, la scultura è stata danneggiata da questi baci. Nel 2011 la tomba è stata quindi protetta con pareti di plastica trasparente.

Al Père Lachaise si trovano anche tombe di cantanti, da Edith Piaf a Jim Morrison, la cui tomba è la più visitata di Parigi.


Cimitero di Montparnasse

Il cimitero di Montparnasse è il mio preferito, perché posso arrivarci a piedi da casa, è meno turistico del Père Lachaise e più facile da visitare, perché più piccolo. Le tombe degli scrittori più noti che ospita sono quelle di Charles Baudelaire, Samuel Beckett, Andrée Chedid, Marguerite Duras, Susan Sontag, Eugène Ionesco, Guy De Maupassant, Tristan Tzara e quelle di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir.

Se il tempo non è troppo piovoso, sarà suggestivo fare una passeggiata nei giardini del cimitero e trovare un angolo tranquillo per meditare sulle parole che ci hanno lasciato questi grandi autori.

Al cimitero di Montparnasse si può anche meditare sulle tombe di Serge Gainsbourg e Jane Birkin e ammirare le sculture di artisti famosi, tra cui Niki de Saint-Phalle e Brancusi.

Parigi ospita altri cimiteri sorprendenti, mi limiterò a citare il Cimitero di Montmartre, che ospita le tombe di Stendhal, di Émile Zola et di Alexandre Dumas figlio.

domenica 3 novembre 2024

Benvenuti!


Buongiorno e benvenuti nel mio blog! Vivendo a Parigi da qualche tempo, ho pensato che mi piacerebbe condividere le mie scoperte riguardo ai quartieri emblematici e ai tesori nascosti di questa meravigliosa città.

Tuttavia, la passione della mia vita resta la letteratura, che certamente si intrufolerà tra le passeggiate urbane che proporrò e i diversi aneddoti sulla Ville Lumière. Inoltre, adoro viaggiare, perciò i confini di Parigi non saranno certo un limite per noi.

Che siate lettori appassionati, viaggiatori nell'animo o semplicemente innamorati di Parigi, questo blog è un invito a sognare, esplorare ed evadere. Ne troverete la versione francese qui. Allora, andiamo?