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sabato 15 novembre 2025

Stragi e Versailles

 Il 13 novembre 2015, Parigi e Saint-Denis furono colpite da una serie di attacchi terroristici coordinati rivendicati dallo Stato Islamico (ISIS).

Tre attentati ebbero luogo quasi contemporaneamente. Nei pressi dello Stade de France di Saint-Denis, tre attentatori suicidi fecero esplodere i loro ordigni. All'interno, il presidente François Hollande stava assistendo a una partita di calcio Francia-Germania.

Contemporaneamente, uomini armati aprirono il fuoco su diversi caffè e ristoranti molto frequentati (Le Carillon, Le Petit Cambodge, La Belle Équipe e altri) situati nel X e XI arrondissement. Infine, ci fu un assalto al Bataclan con presa di ostaggi che portò a un massacro. Il bilancio totale fu di 130 morti e diverse centinaia di feriti.

Ogni anno, intorno al 13 novembre, si svolgono diverse forme di commemorazione. Place de la République è stata da subito un centro di aggregazione spontaneo, e anche quest'anno c'è stata per alcuni giorni (fino a oggi) la possibilità di deporre un fiore o di raccogliersi a commemorare le vittime. 

Ho apprezzato molto un lungometraggio attualmente nelle sale parigine che sfiora la questione rendendola fruibile da un pubblico di bambini, Si tratta di un cartone animato sulle vicende di una bambina che si trova a vivere al castello di Versailles con lo zio perchè è improvvisamente rimasta orfana di entambi i genitori a causa di una di queste stragi. I registi Clémence Madeleine-Perdrillat e Nathaniel H'limi affrontano con delicatezza un tema scabroso e mai digerito.

martedì 1 aprile 2025

Il Duca


Come al solito, se esce in Francia un romanzo italiano che mi è piaciuto, lo recensisco qui. Il 4 aprile Métailié pubblicherà qui a Parigi Il Duca di Matteo Melchiorre, nella traduzione di Anne Echenoz e Serge Quadruppani. Si tratta della storia dell'ultimo discendente di una famiglia nobiliare, i Cimamonte. Questo giovane solitario, soprannominato appunto "il Duca", si trasferisce nella villa di famiglia a Vallorgàna, un piccolo paese di montagna.

La sua tranquillità viene interrotta nelle prime pagine, quando Nelso, un boscaiolo e tuttofare di fiducia, lo informa che Mario Fastréda, un anziano noto per la sua influenza nel paese, ha sconfinato nei boschi di proprietà del Duca. Questo evento scatena nel protagonista un senso di orgoglio e determinazione nel difendere i propri diritti e la memoria della sua famiglia e coincide con il reperimento, da parte del Duca, di tracce e documenti sempre più inquietanti riguardo ai suoi antenati.

Ben presto, la disputa tra confinanti trascolora e si confonde con la storia degli antenati, perché entrambe sono radicate nel luogo, e il luogo emerge a sua volta da un tempo. A contatto con personaggi che lo rispecchiano o gli parlano in qualche modo di lui, il Duca si troverà in un vortice di tempi, di conflitti e di segreti inconfessabili. Riuscirà a uscirne vivo?

Non svelerò nulla, ma consiglio il romanzo a chi non sa se è meglio andare avanti o guardarsi indietro, o a chi cerca un modo per fare entrambe le cose. Matteo Melchiorre, che ho avuto la fortuna di incontrare, affronta questioni esistenziali profonde e complesse con un piglio affabulatore irresistibile. Buona lettura!

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domenica 23 marzo 2025

Pride and prejudice a Saint Denis

Foto tratta da
www.saint-denis-basilique.fr/decouvrir/histoire-du-monument

Sono sparita da questo blog per qualche tempo perché ... mi hanno rubato il cellulare nella metro a Saint-Denis! Chi conosce Parigi e le sue periferie sorriderà perché Saint Denis, una città situata alla periferia di Parigi, è lo stereotipo dell'insicurezza, della tratta e della violenza. Direi l'archetipo della periferia disagiata. 

Voglio specificare che mi trovavo a Saint-Denis per accompagnare la classe di mio figlio a visitare la famosa basilica di Saint Denis che ospita i resti di quasi tutti i re di Francia. Saint Denis è anche una città ricca di mete culturali e artistiche, dinamica, ricca di iniziative sociali e progetti di riqualificazione urbana. Le associazioni di quartiere, i programmi di mediazione e i programmi di integrazione professionale aiutano a combattere le cause profonde della delinquenza. Questi sforzi meritano di essere maggiormente evidenziati per combattere i pregiudizi persistenti.

Le statistiche sulla criminalità mostrano che a Saint-Denis si verificano effettivamente dei reati, ma la loro entità e natura non differiscono sostanzialmente da quelli osservati in altre città di dimensioni comparabili. Inoltre, gli stessi residenti esprimono un senso di insicurezza che varia a seconda del quartiere e delle esperienze personali. Io, quando sono stata derubata, ero meno attenta del solito perché ero impegnata a guardare il gruppetto di bambini che l'insegnante mi aveva assegnato e non ho pensato a mettere il cellulare nel solito posto. Mi avrebbero potuto derubare anche altrove.

Tengo quindi a sottolineare che Saint-Denis è molto più di una semplice serie di statistiche sulla criminalità. È una città viva, in continua evoluzione, animata da chi la abita. 

Per quanto riguarda questo blog, il giorno dopo la scomparsa del cellulare ho partecipato a un convegno in un'altra città, quindi mi sono eclissata per un periodo piuttosto lungo, ma adesso sono di ritorno. Per quanto riguarda il mio contatto personale, potete contattarmi per ora al mio numero francese, via mail o sui social. W Saint Denis!