domenica 12 ottobre 2025

Maryse Condé

Credits: Getty images
Oggi penso a Maryse Condé, perché proprio il 12 ottobre del 2018 è stata insignita del New Academy Prize in Literature come riconoscimento all'insieme della sua opera. In quell'anno il Premio Nobel per la letteratura non è stato assegnato a causa di scandali riguardanti i membri della giuria. La Nuova Accademia si è costituita esclusivamente per assegnare i premi Nobel alternativi e ha scelto i propri candidati con un metodo diverso da quello della giuria del premio Nobel: il gruppo di esponenti del mondo culturale svedese ha infatti invitato tutti i bibliotecari svedesi a nominare degli autori. La Nuova Accademia ha poi avviato un voto pubblico che ha dato origine a una rosa di candidati. Tra questi, è stata scelta Maryse Condé, che ha ricevuto in questo modo il giusto riconoscimento a una vita dedicata alla letteratura.

Quando è deceduta, nel 2024, mi sono particolarmente commossa, in quanto, tanti anni fa, l'avevo incontrata a casa sua, in Guadalupa, per intervistarla nell'ambito del mio progetto per Archipels littéraires. Era già molto conosciuta, ma non credo che nessuno avrebbe potuto prevedere un premio Nobel, alternativo o no. Ricordo che mi accolse nel giardino tropicale della sua villa di campagna e mi disse: "se si perde, chieda dov'è la casa di Maryse Condé: lo sanno tutti". Il posto era talmente isolato che il marito (e traduttore) mi riaccompagnò in auto al mio alloggio. Per decenni Maryse Condé ha alternato periodi in quella sua casa lontana da ogni mondanità a periodi di insegnamento in diverse facoltà statunitensi, tra cui Columbia University. Da giovane, dopo la laurea alla Sorbona, aveva vissuto in Guinea, in Ghana e in Senegal.

Pertanto, la varietà di temi e ambientazioni dei suoi romanzi è strettamente legata a un'esperienza esistenziale e umana. Per fortuna la traduzioni che abbiamo a disposizione, e penso in particolare a quella della Vita Perfida, di Guia Risari, sono ottime. Si tratta decisamente di un'autrice da riscoprire.

mercoledì 1 ottobre 2025

Verso nuove mirabolanti avventure!

Sono molto lieta di annunciare che da oggi sono ufficialmente ATER (docente a contratto) presso la Sorbonne Nouvelle. Si tratta della stessa università in cui sto preparando il mio dottorato, quindi nulla di nuovo e tutto è nuovo allo stesso tempo. Insegnerò lingua, letteratura, cultura e società italiana in un dipartimento dinamico e stimolante.

E' una bella opportunità per continuare le mie attività di insegnamento e ricerca presso un'università rinomata e di respiro internazionale, sviluppando allo stesso tempo i miei progetti accademici. Per questo motivo, ho cambiato i miei piani per il ritorno in Italia (avrei dovuto trasferirmi ad agosto) e ho riorganizzato con piacere la mia vita familiare.

Non vedo l'ora di incontrare gli studenti, condividere e imparare. Inizia una nuova avventura!

Photo: Amitabh Barua


martedì 8 luglio 2025

Tous Léger!


Sono gli ultimi giorni per vedere una bella mostra parigina: Tous Léger, fino al 20 luglio 2025 al Musée du Luxembourg (19 rue de Vaugirard), visitabile ogni giorno dalle 10,30 alle 19,00, notturna il lunedì.
Quasi 100 opere instaurano un dialogo tra Fernand Léger, figura di spicco dell'avanguardia del XX secolo, e gli artisti del Nouveau Réalisme (come Niki de Saint Phalle, Yves Klein, Arman, Martial Raysse e César), oltre a figure della Pop Art americana (Roy Lichtenstein, Keith Haring).
I temi trattati includono il riuso degli oggetti, la rappresentazione del corpo e del tempo libero, e l'arte negli spazi pubblici.
È una mostra piuttosto giocosa con una scenografia immersiva: lo spazio è molto colorato, perfetto per gli amanti della Pop Art come me (e i miei figli!). Tra l'altro l'ingresso è sempre gratuito per i minori di 16 anni e, previa prenotazione on line, anche per i minori di 26 anni.
Sono disponibili visite guidate, anche in inglese, e visite tematiche. Quando l'ho visitata, era molto affollata. Se ne avete l'opportunità, vi consiglio di approfittare delle aperture serali del lunedì: pare che sia più tranquilla.

lunedì 7 luglio 2025

Paris Noir

 

Per una volta vorrei parlare di una mostra che si è conclusa, qualora ve la foste persa: si tratta di Paris Noir, la penultima mostra del Centre Pompidou prima della sua chiusura per ristrutturazione. È stato molto stimolante per me immergermi, attraverso l'arte, nei temi del mio primo dottorato.


La mostra mirava a mettere in luce la presenza e l'influenza degli artisti neri a Parigi dal 1950 al 2000. Erano esposte più di 350 opere di oltre 150 artisti. La mostra è stata molto popolare (e frequentata) ed è stata accompagnata da conferenze, film, visite guidate a tema e podcast. A marzo si è tenuto anche un simposio al Centre Pompidou e al Musée du Quai Branly sull'identità nera e la memoria della schiavitù

 Le grandi figure di riferimento culturali sono le stesse che hanno influenzato gli scrittori su cui verteva la mia prima tesi: Léopold Sédar Senghor, Aimé Césaire ed Édouard Glissant. A quest'ultimo è stata dedicata un'installazione centrale che evocava il Black Atlantic e il pensiero del "Tutto-mondo".
La sezione che ho trovato particolarmente interessante è stata quella relativa alla resistenza e all'anticolonialismo: politicamente impegnate, le opere esposte riflettono le lotte per l'indipendenza, i diritti civili e l'identità nera postcoloniale.
L'autoritratto sul manifesto è di Gérard Sekoto; è stato dipinto nel 1947 ed è storicamente simbolico per la postura e lo sguardo scelti. Altri grandi nomi rappresentati in questa mostra sono Ed Clark, Bob Thompson, Romare Bearden, Christian Lattier, oltre a figure provenienti da pittura, scultura, fotografia e video, talvolta ancora raramente esposte in Francia. Alcune creazioni sono state appositamente progettate per la mostra da Valérie John, Nathalie Leroy-Fiévee, Jay Ramier e Shuck One, tra cui opere immersive e narrative (cartografie, collage, tessuti, archivi, ecc.).
Con questa mostra, il Centre Pompidou mi ha offerto l'opportunità di approfondire e perfezionare i concetti fondamentali che avevo studiato nel corso della mia prima carriera, attraverso un'immersione molto piacevole in mondi diversi, tutti incentrati sul concetto di libertà. Non vedo l'ora di scoprire cosa diventerà il Beaubourg tra cinque anni, quando riaprirà.

martedì 1 luglio 2025

Articoli pubblicati nel contesto del mio dottorato

La mia attività accademica non si esaurisce interamente nella redazione della tesi di dottorato. Sto scrivendo anche diversi articoli dedicati principalmente ad autori italiani. Qui di seguito trovate i riferimenti bibliografici di alcuni di questi articoli, che potrete leggere interalmente cliccando sul titolo. Gli articoli sono per la maggior parte in francese, ma per comodità ogni riferimento elencato qui è seguito da un abstract in italiano, dalla traduzione del titolo (se necessaria) e delle parole chiave:
Scrittura autobiografica, romanzo, reportage.... Tre esempi di superamento dei generi nella letteratura italiana contemporanea
La posizione dell'autore, il rapporto dell'opera con la realtà e il valore epistemologico attribuito all'invenzione sono elementi cruciali per classificare un'opera all'interno di un genere specifico e per comprenderla meglio. Questo articolo dimostra che, nel panorama letterario italiano contemporaneo, l'evoluzione delle nozioni di narrazione e identità richiede una riflessione epistemologica sui limiti della scrittura autobiografica, poiché queste opere sembrano ibridarsi sistematicamente con altri generi. L'adozione di una prospettiva critica che abbracci la nozione di identità plastica sarebbe auspicabile per cogliere appieno il potenziale di questi testi.

Parole chiave: Edoardo Albinati, generi letterari, Gomorra, Helena Janeczek, Michela Marzano

Il contributo studia l’articolazione tra identità e impegno nel campo letterario italiano del primo quarto del XXIo secolo. Roberto Saviano e Michela Murgia, assurti ad archetipi dell’intellettuale impegnato, hanno dato una grande rilevanza al corpo nella costruzione della loro figura pubblica. Il corpo nel loro caso rappresenta la parte irriproducibile dell’identità. Altri scrittori, come Maria Grazia Calandrone, si sono concentrati su vicende familiari e private che connotano in senso univoco l’identità per renderle esemplari e performative attraverso la narrazione. Anche gli autori poco presenzialisti e dediti principalmente a trame finzionali, come Wu Ming 1, narrano personaggi il cui impegno si intreccia allo svelamento di un’identità unica e singolare. L’identità si dimostra quindi una componente imprescindibile dell’impegno, la cui complessità richiede nuove prospettive critiche. 

Parole chiave: Impegno, identità, letteratura italiana contemporanea, Maria Grazia Calandrone, Michela Murgia, Roberto Saviano, Wu Ming 1.

Michela Murgia o la malattia come affermazione individuale e opportunità sociale
La sociologia mostra un interesse crescente nelle narrazioni individuali, specialmente per quanto riguarda l'esperienza della malattia. Tali narrazioni possono essere lette come uno strumento di comprensione della realtà. Michela Murgia (1972-2023) ad esempio, ha dichiarato pubblicamente la sua diagnosi di malattia terminale. Le narrazioni che emergono dalle sue ultime pubblicazioni, interviste e dichiarazioni hanno avuto un impatto sulla percezione pubblica della malattia terminale. Infatti, Murgia non solo ha usato la sua malattia come un'opportunità per raggiungere un pubblico più ampio e riformulare le idee che aveva sempre sostenuto, ma il corpus di testi orali e scritti che ha prodotto durante gli ultimi tre mesi della sua vita fornisce la prova di una narrazione performativa. Questo caso offre quindi una nuova prospettiva sullo studio dell'impatto sociale delle narrazioni individuali di malattie terminali.

Parole chiave: Michela Murgia, malattia terminale, narrazione, linguistic turn, performatività

L’hybridité comme méthode : Ahnen d’Anne Weber et Stirpe e vergogna de Michela Marzano, Trans-, Revue de littérature générale et comparée, numéro 30, 2024.

L'ibridità come metodo: Ahnen di Anne Weber e Stirpe e vergogna di Michela Marzano

Ahnen (2015) di Anne Weber e Stirpe e vergogna (2021) di Michela Marzano sono stati letti da diversi critici attraverso il prisma dell’ibridità, perché entrambe le opere fanno uso di elementi fittizi e di documenti realmente esistenti, ed entrambe le opere si riferiscono a due diversi sistemi linguistico-culturali. Tuttavia, la potenziale deviazione dalla norma che l’ibridità rappresenta non è mai stata presa in considerazione specificatamente nell’analisi di queste due opere. Questo articolo mostra che, grazie al suo potenziale destabilizzante e all’insorgere dell’inatteso, l’ibridità permette alle due autrici di prendere posizione contro i sistemi di valori nazista e fascista sui quali si interrogano, senza tuttavia aderire a una linea politica già data. L’analogia tra il potenziale dell’ibridità e il concetto di terzo spazio (Bhabha) conferma l’efficacia critica dell’ibridità intesa in questa accezione.

Parole chiave: Vaterland, Ahnen, Stirpe e vergogna, ibridità, terzo spazio, transculturalità

« La mort entre relation et autodétermination : Accabadora de Michela Murgia », Revue Fémur, revue étudiante de critique littéraire de l’Université de Montréal, numéro 8, printemps 2024.

La morte tra relazione e autodeterminazione: Accabadora di Michela Murgia

Accabadora (2009) di Michela Murgia (1972-2023) è un'opera che narra, tra le altre cose, la riappropriazione simbolica e materiale del fine vita. In effetti, se da un lato questo romanzo narra la morte come un elemento organico alla società sarda tradizionale, dall'altro associa anche la morte alla vita, e in particolare alla vita sociale. Grazie all'empatia e alla relazione, e in particolare alla relazione di cura, il gesto di dare la morte è narrato, in quest'opera, come un gesto d'amore che permette l'autodeterminazione sia del morente che dell'accabadora che lo finisce. La prospettiva di quest'opera, la cui trama si svolge nel corso degli anni '50, è stata attualizzata dalle dichiarazioni pubbliche dell'autrice, in particolare nell'ambito dei diritti civili, e nel contesto della malattia che l'ha portata a una morte precoce. La coerenza tra le scelte di vita e l'opera di Murgia ha sottolineato l'importanza di una morte degna nel contesto di un percorso esistenziale di realizzazione e di autodeterminazione.

Parole chiave: Accabadora, Michela Murgia, fine vita, relazione, autodeterminazione 

« Le traumatisme indicible dans l'écriture autofictionnelle de Michela Marzano »Revue ILCEA, Université Grenoble-Alpes, numéro 54, mars 2024.

Il trauma indicibile in Volevo essere una farfalla di Michela Marzano

In Volevo essere una farfalla di Michela Marzano, la narratrice presenta esplicitamente il testo come un enigma da risolvere e pare costruire la narrazione sulla base di una serie di indizi misteriosi. Per quanto affermi di aver superato l’anoressia, non esplicita le cause di questo superamento, né motiva la scomparsa del sintomo. Se queste ellissi permettono di mettere in parallelo la struttura di Volevo essere una farfalla e la definizione che Caruth dà del trauma, i trauma studies autorizzano a leggere l’opera come l’espressione di un trauma la cui origine risale alle generazioni passate. È pertanto significativo che Marzano abbia pubblicato in seguito Stirpe e Vergogna, che racconta le scelte e le vicissitudini del nonno come una fonte di vergogna per la protagonista.

Parole chiave: trauma, autofiction, Michela Marzano, Volevo essere una farfalla, non-verbale.

Quando si presenta l'opportunità di scrivere un articolo vicino alle tematiche che mi interessano attualmente, ma relative a un corpus afferente alla mia prima tesi di dottorato, non mi tiro indietro. Ecco un pezzo che unisce in qualche modo le riflessioni che mi hanno impegnato nei miei due dottorati:

«Mort et maturation dans Le cri des oiseaux fous de Dany Laferrière», Revue Ponti/Ponts, Milano University Press, numéro 24, 2024.

Morte e maturazione in Le cri des oiseaux fous di Dany Laferrière 

Le Cri des oiseaux fous (2000) di Dany Laferrière (1953-) riscrive il mito di Antigone raccontando le ultime 24 ore che il protagonista trascorre ad Haiti tra l'annuncio della morte di un collega giornalista e l'inizio della propria vita all'estero. Per quanto la vicenda sia saldamente ancorata alla tradizione, alla cultura, alla religione e alla politica haitiane, il vagabondare del protagonista corrisponde a una riflessione sulla propria identità, soprattutto alla luce della vita e della morte del padre. In questo romanzo il lutto del narratore non mette direttamente in discussione la dittatura, ma innesca un'evoluzione verso una nuova maturità e una vita adulta in un paese straniero. Il romanzo può quindi essere letto attraverso il genere letterario del Bildungsroman, e non solo come mezzo per superare l'esperienza esistenziale della morte.

Parole chiave: Laferrière, morte, romanzo di formazione, lutto, dittatura, Haiti

domenica 15 giugno 2025

Mille et une vies

L'Espace Monte-Cristo è uno spazio artistico unico dedicato alla scultura contemporanea. Fa parte della Fondazione Villa Datris che promuove la scultura in tutte le sue forme. Le mostre che ospita, sempre gratuite, mettono spesso in risalto il rapporto tra corpo e materia e i materiali alternativi.

Nel cuore del ventesimo arrondissement, questo spazio permette una circolazione fluida, con zone immersive. È un luogo che amo molto, quindi ne parlo di nuovo, approfittando della nuova mostra "Mille et une vies", visitabile fino al 14 dicembre 2025.

Questa mostra esplora le diverse sfaccettature dell'identità – corporea, sociale, biologica – ma soprattutto ibrida e "altra". È organizzata in modo accogliente e svela i legami tra scultura e intimità, vulnerabilità, corpo, emozioni e sensazioni, nonché le relazioni. Si interroga sul modo in cui la scultura può trasmettere impressioni sensoriali, tattili e affettive. 

Numerose attività per bambini e adulti permettono ai visitatori di adottare le prospettive di numerosi artisti. Per me, che sto preparando una tesi di dottorato sulla costruzione dell'identità, questa mostra è una fonte inesauribile di ispirazione, ma la sua poesia e il suo carattere giocoso sono adatti a ogni tipo di pubblico.

sabato 7 giugno 2025

Notte bianca dei musei


La Notte Bianca 2025 si tiene questo sabato 7 giugno a Parigi, trasformando la città in un immenso museo a cielo aperto dalle 19:00 a mezzanotte. Il festival, che si estende in tutta la regione dell'Île-de-France, quest'anno celebra in particolare il cinema. Proiezioni, installazioni e performance ispirate al cinema saranno proposte in diversi luoghi iconici della capitale, offrendo ai visitatori un'esperienza immersiva e poetica.

Molti musei parigini partecipano all'evento con aperture notturne gratuite ed eventi speciali. Il Museo Picasso è aperto dalle 18:00 a mezzanotte, con ultimo ingresso alle 23:30, senza prenotazione fino ad esaurimento posti. Il Grand Palais presenta un'installazione immersiva dell'artista Ernesto Neto, gratuita fino alle 2:00 (sarà visibile comunque fino a settembre). Il 59 Rivoli aprirà i suoi studi per una serata di arte collaborativa, con performance continue.

Sono previste anche attività per le famiglie. In particolare, la chiesa di Saint-Eustache presenta "Tracé tressé", uno spettacolo che unisce danza e creazione sonora improvvisata con l'organo.

Io vado alla Fondation Groupe EDF per visitare una mostra sul futuro (Ce que l'horizon nous promet) e trascorrere una piacevole serata in famiglia.

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